domenica 6 aprile 2008

DENA DE ROSE TRIO

Ha studiato pianoforte sin da bambina e si è innamorata del jazz suonando la musica di Count Basie.
All’età di 17 anni ha incontrato Doug Beardsley, uno dei pochi insegnanti di jazz di Binghamton ed ha iniziato a studiare professionalmente, per molto tempo ha macinato chilometri per ascoltare i suoi idoli Hank Jones, Mulgrew Miller e Kenny Barron. Con il passare del tempo i risultati si sono visti, questo ultimo disco ha ricevuto tre nomination ai Grammy Awards, ed ogni brano mostra una classe e delicatezza di esecuzione da brivido.

Dal leggendario Iridium di New york, al Blue Note, al Jazz Alley a Seattle, il Dena De Rose Trio (Martin Wind al basso e Matt Wilson alla batteria) ha accumulato moltissima esperienza e successi, sviluppando un affiatamento fantastico, un sound dinamico e pieno di swing, un vero piacere ascoltare il loro modo innovativo di suonare il Jazz.

Come artista principale Dena De Rose ha 5 cd al suo attivo e tutti hanno ricevuto numerosi riconoscimenti. Tutti i brani sono degni di nota, tra gli altri: Meditation è una tradizionale bossa nova suonata in un tempo di verso che l’artista chiama Swing-a-nova. All My Love: scritta da Al Jolson nel 1947 ricorda una vecchia canzone folk dell’est europeo. The Lonely Ones: è una scoperta in un vecchio song book, con una atmosfera da film noire. A walk in the park: scritta dal grande James Williams, meravigliosa e sensuale, Home da sola vale l’acquisto del CD.

SOME OTHER TIME

DIANE SCHUUR - Some Other Time
CCD-30614 (Concord Music Group, Domestic) / HUCD3138 (Heads Up International, Int’l).

Una delle voci più belle e versatili del panorama mondiale. Questo primo disco per l'etichetta Heads Up è dedicato ai genitori, ed in particolar modo al quarantesimo anniversario dalla scomparsa della madre avvenuta il 31 gennaio 1967, quando la cantante aveva 13 anni, è dedicata "Some Other Time". Cieca sin dalla nascita, ha dimostrato da subito un enorme talento. L'ambiente con il padre pianista e la casa piena di dischi di Duke Ellington e Dinah Washington ha certo contribuito alla sua formazione. Ha iniziato a suonare da autodidatta per poi frequentare la Washington State School.

La sua folgorante carriera è stata coronata da due Grammy Award e da quattro nomination, fantastico il suo disco "Friend for Schuur" del 2000, nel quale sono coinvolti Dave Grusin, Ray Charles, Stevie Wonder ed Herbie Hancock. Questo ultimo disco "Some Other Time", è una raccolta di meravigliosi brani, come "Nice Work if you can get it", Blue Skies" di Irving Berlin, "My favourite Things" di Oscar Hammerstein III - Richard Rogers, semplicemente meravigliosa la sua versione di Danny Boy. Grandiosi gli arrangiamenti del pianista Randy Porter.

Una bellissima chicca è l'inserimento di una vecchissima registrazione di Diane Schuur realizzata con un registratore a cassette quando aveva 10 anni e trasferita in digitale dall’ingegnere Bill Smith; un reperto che fa apprezzare quanto il talento era precoce in questa bambina.

Mi ART

Ha preso il via, con una inaugurazione ad inviti, la tredicesima edizione del MiArt, la Fiera Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Milano, un appuntamento che non mancherà di sorprendere per le novità e i progetti.
Punto di riferimento per collezionisti, galleristi, artisti e curatori, la fiera si svolge all'interno di fieramilanocity, nei padiglioni cittadini del Portello fino al 7 aprile.

MiArt si riconferma come l'unica mostra-mercato italiana capace di offrire un panorama artistico completo attraverso tre distinti settori che spaziano dal moderno alle più innovative proposte artistiche del contemporaneo. Le tre sezioni della fiera Moderno, Contemporaneo e Anteprima, nel loro insieme, rappresentano l'arte italiana ed internazionale dalle avanguardie storiche alla sperimentazione più recente, per coinvolgere un collezionismo con interessi ed esperienze differenti.

Molti saranno i convegni e le tavole rotonde che animeranno i giorni della manifestazione, un momento di incontro e confronto con i più importanti critici e curatori italiani ed internazionali. MiArt 2008: un'edizione ricca di proposte stimolanti, un punto di riferimento e di incontro per il mondo dell'arte e che vedrà anche quest'anno la presenza di nomi accreditati a livello internazionale tra galleristi, critici, collezionisti italiani e stranieri, nonché direttori di prestigiosi musei.

I tre settori di MiArt, elemento distintivo della manifestazione, rappresentano l'arte italiana ed internazionale dalle avanguardie storiche alla sperimentazione più recente, attirando collezionisti con interessi ed esperienze differenti. Il Settore Moderno propone eccellenze della produzione italiana e internazionale dal Futurismo alla Metafisica, dal Cubismo all'Informale. Il Settore Contemporaneo presenta opere di artisti ormai storicizzati a partire dagli anni Settanta, mentre la sezione Anteprima è dedicata alle gallerie connotate dal carattere sperimentale delle proposte. Al suo interno, oltre a gallerie di recente costituzione che promuovono artisti under 35, nell'edizione 2008 trovano posto anche i progetti curatoriali di Omar-Pascual Castillo e di Milovan Farronato.

Ma MiArt 08 è anche un laboratorio di idee e di progetti che si muovono al suo interno e nella città che la ospita. Un laboratorio che agisce in collaborazione con quanti, a Milano, promuovono l'arte contemporanea, dagli Enti istituzionali - Comune, Provincia, Regione - alle diverse realtà pubbliche e private, Università IULM, NABA, Fondazione Stelline, Fondazione Pomodoro, fino alle differenti associazioni di collezionisti che consentono alla città di essere il fulcro del mercato nazionale, terza per volume di scambi solo a New York e Londra, come ACACIA, Artegiovane Milano, Contemporanea.

sabato 5 aprile 2008

PROSSIMO CONCERTO DEI PINK FLOYD

LONDRA, 4 APR - I Pink Floyd torneranno a esibirsi in pubblico per un concerto di beneficenza. Nick Mason lo ha dato per 'abbastanza sicuro.
'Non siamo uno alla gola dell'altro. Sono abbastanza sicuro che suoneremo di nuovo assieme', ha detto il batterista al tabloid 'Sun'. Mason si riferiva al fatto che Dave Gilmour e Roger Waters si sono riconciliati dopo la clamorosa rottura avvenuta a meta' degli Anni Ottanta.

I Pink Floyd sono suonato l'ultima volta insieme nel 2005 per Live8 a Londra.

ADDIO ALLE MAJORS DEI RADIOHEAD

Addio definitivo alle major.
I Radiohead lo hanno confermato lo scorso dicembre, quando l'ultimo album In Rainbows è uscito finalmente anche nei negozi in formato cd, su etichetta indipendente XL. Da parte sua, la Emi Parlophone si "vendica" pubblicando il 30 maggio la raccolta Best Of che riassume i 12 anni di carriera della band di Oxford prima del grande salto sul Web. Best Of conterrà 16 brani (più altri 13 per chi sceglie il doppio cd) che da You a 2+2=5 raccoglie molti dei brani piùà amati dei Radiohead.

Mix e video firmati dai fan - Thom Yorke e soci continuano a usare Internet come mezzo di comunicazione diretto con i fan che coinvolgono nel lavoro del gruppo. Le ultime due iniziative lanciate online sono un remix del nuovo singolo Nude, messo in vendita su iTunes e disponibile traccia-per-traccia per i remix realizzati dal pubblico. E il concorso, lanciato in collaborazione con Aniboom anche attraverso la pagina MySpace dei Radiohead, per la creazione di un video animato. Chiunque può mettere alla prova la propria creatività realizzando un cortometraggio ispirato ad uno qualsiasi dei brani di In Rainbows. Il premio in palio per la realizzazione più creativa e originale, è di 20.000 dollari. Intanto prosegue il tour mondiale dei Radiohead, attesi in Italia il 17 e 18 giugno all'Arena Civica di Milano.

I ROLLING STONES LANCIANO NUOVO CANALE MUSICALE

I Rolling Stones e YouTube hanno stretto una collaborazione per lanciare un nuovo canale di dialogo con i fan su Internet. Stando a una nota della band
e dell'etichetta discografica Universal, i fan degli Stones potranno chiedere ai loro idoli informazioni riguardo 'Shine a Light', il nuovo documentario a loro dedicato, diretto dal regista Martin Scorsese.

"Visitando www.youtube.com/livinglegends, i visitatori potranno filmare
se' stessi mentre fanno domande a Mick Jagger o Keith Richards e caricare i video sul web", si legge nel comunicato, secondo il quale "alle migliori domande (i due musicisti, ndr.) risponderanno di persona con un video disponibile solo sul nuovo canale di YouTube".

Sulla home page del sito di condivisione video, un breve filmato di Jagger e Richards promuove il nuovo canale che in futuro sara' aperto ad altre
celebrita' del mondo della musica.

mercoledì 2 aprile 2008

LUANA DI MOLFETTA




Nel panorama politico pre-elettorale,pullulante di promesse (ahimè spessissimo disattese),nel can can mediatico che in una città come Roma vede i candidati darsi battaglia senza esclusione di colpi 'all'ultimo volantino-manifesto-spot',ci ha particolarmente colpiti,invece,una candidata 'in controtendenza': Luana DI MOLFETTA.

Senza molto clamore abbiamo avuto modo di incrociarla più volte in centro città,ove è candidata per il I municipio,a confrontarsi con i passanti ed i loro problemi (nostri compresi).
Nonostante la sua giovane età (ha 32 anni),vanta anni di politica attiva sfociata nell'ultimo biennio a vederl ain qualità di coordinatrice del I municipio.

Ha idee chiarissime ,e dalla sua vanta una conoscenza profonda del controverso territorio del centro storico: il I municipio è il più vasto per territorialità di tutta Europa..A tale proposito eccovi qualche dato:

sono 130.000 i residenti nello stesso,escluso, ovviamente ,il flusso turistico (massiccio in ogni stagione dell'anno) che lo attraversa.

Le esigenze son diverse ,spesso non facili da conciliare: si va dal diritto alla quiete,rivendicato dai residenti,a quello della fruizione lavorativa,culturale,artistico-ricreativa che spetta anche ai non residenti;quest'ultima istanza produce una concentrazione dell'offerta da parte degli operatori turistici e del tempo libero(strutture ricettive,ristorazione,locali notturni,teatro,cinema ecc)e degli operatori commerciali.

A questi vanno aggiunti i senza fissa dimora,che gravitano nel municipio in misura dell'80% e forme di povertà ,le più disparate,incarnate da chi ha attraversato esperienze di vita durissima,inseguendo un modello di benessere che ,spesso,si rivela essere puro miraggio.
Dulcis in fundo c'è la convivenza tra abitanti provenienti da aree geografiche,le più disparate, appartenenti a diverse etnie .

La sfida che si è proposta Luana Di Molfetta è quella di dare una risposta reale a diversi bisogni,affermando una città centrata sulla cultura della pace,del bene comune,del rispetto dell'ambiente,della qualità di vita e della legalità della stessa.
Il suo progetto presuppone un decentramento compiuto,che consenta al Municipio una maggiore capacità d'intervento,passando attraverso dinamiche non necessariamente legate allo stesso,ma investendo dei problemi anche il Comune.

I punti cardine del suo programma sono i seguenti:
politiche dell'edilizia popolare pubblica,atte a far fronte alla drammatica esigenza abitativa

misure per il trasporto pubblico(prolungamento degli orari,aumento delle corsie preferenziali)

contrasto all'incremento del traffico(contenimento degli attrattori del traffico quali ad es centri commerciali,che devono contemplare adeguate strutture di supporto quali reti viarie,trasporto pubblico,parcheggi interni)
Misure per l'ambiente (dagli impianti di irrigazione con sistemi di recupero delle acque piovane alla raccolta differenziata porta a porta )

L'istituzione di un delegato della memoria,per dar vita,in collaborazione con le scuole,con ricerche legate in particolare al dopoguerra ed alla Liberazione,a percorsi della memoria,con visite guidate a luoghi -simbolo,mettendo altresì in luce gli aspetti storico.tradizionali dei quartieri e degli antichi mestieri.

Azioni che anticipino l'applicazione della delibera programmatica sulle politiche abitative,sull'emergenza abitativa a Roma:nella logica del passaggio da casa a casa,in attesa del patrimonio ERP,disponibile solo nel 2010,si possono individuare luoghi di accoglienza atti a far fronte a stati di necessità,ultilizzando il patrimonio demaniale dismesso o immobili sequestrati alla criminalità organizzata,facendo ricorso,ove necessario,a contratti di autorecupero

Destinazione di uno stabile a 'casa dello sfrattato',quale risposta immediata all'emergenza casa

Istituzione di un'agenzia per gli affitti,che abbia,in primo luogo,il compito di censire il patrimonio pubblico e para pubblico sul territorio; la stessa dovrebbe favorire la disponibilità di affitti in chiaro da privati,offrendo loro forme di tutela basate su fondi di garanzia pubblici

Per i senza fissa dimora,alloggio notturno ed altre forme di sostegno,favorenti la tutela ed il rispetto della dignità personale.

Tutela dei minori,aventi diritto ad essere allevati nella propria famiglia, misure di sostengo,in situazioni precarie,al nucleo familiare,evitando il ricorso a soluzioni alternative quali affidamento o casa-famiglia.

Sostegno alle famiglie con presenza di disabili ,anziani soli,garantendo loro una vita sociale ed il diritto di restare nel loro ambiente.

Rafforzamento dell'intevento di sostegno ai bambini di origine straniera in tuttel le scuole,con attività di alfabetizzazione scolastica per alunni e genitori.

In sinergia con le ASL,azioni comuni sul piano socio-sanitario,incrementando e potenziando i consultori,interagendo con il mondo del volontariato,cooperativo e sindacale,tutelando in tal modo le fasce sociali più deboli

Lotta all'abusivismo commerciale ed edilizio

Istituzione di uno sportello-casa,supporto soprattutto ad anziani in difficoltà,spesso sprovvisti di copertura previdenziale sufficiente a far fronte ad uno sfratto.
Lavoro ed occupazione,elaborando un piano di salvaguardia delle attività artigianali,nelle diverse tipologie ancora presenti sul territorio:
un'Accademia dei mestieri,valorizzazione delle botteghe a scuola,realizzazione di spazi dedicati temporaneamente a maestri e venditori del proprio ingegno,artisti di strada ed artigiani

Il metodo che deve ispirare l'azione del Municipio è quello dell'ascolto dei cittadini,del recepimento del loro contributo attraverso forme che ne garantiscano la partecipazione al governo del territorio.




Questo,in sintesi,è quanto Luana Di Molfetta di ripromette,con molta determinazione ,di attuare,per consegnare una città più giusta e sicura a chi abita il territorio:

la ringraziamo per la pazienza con la quale si è intrattenuta con noi,augurandole,meritatamente,di realizzare gli obiettivi che si è prefissata.

lunedì 31 marzo 2008

LEO FERRE' A MILANO

Fa tappa a Milano, lunedì 31 marzo, all'Auditorium di Largo Mahler, "F. - A Léo", uno spettacolo che propone una rilettura jazz di alcune delle più significative opere di Leo Ferrè, mostro sacro della canzone, non solo francese. Sul palco, oltre a Roberto Cipelli, pianista ideatore del progetto, ci saranno tra gli altri il trombettista Paolo Fresu e il cantautore Gianmaria Testa.

Oltre a Testa e Fresu, ad accompagnare Cipelli ci saranno anche Attilio Zanchi al contrabbasso e Philippe Garcia alla batteria. Il progetto "F. - A Léo" è nato nell'ormai lontano 2001 da un'idea semplice e coraggiosa di Roberto Cipelli: proporre una rilettura jazz di alcune delle opere del cantante francese, ma facendolo da italiani, con un occhio, forse più libero, che puntava lo sguardo a partire da questa parte delle Alpi, pur con tutta la consapevolezza del caso.

Con il passare del tempo l'idea è cresciuta, traendo linfa da una serie di concerti in Italia, Francia, Belgio. Il pubblico ha gradito e i musicisti si sono divertiti molto in scena. Sette anni dopo viene data una forma compiuta al work in progress di questi anni. Ed ecco a marzo 2008 l'uscita del disco: "F. - A Léo". Soltanto F. perché non c'è alcuna presunzione né intenzione filologica: si cerca lo spirito più che la lettera, non si tratta di cover, ma di altro.

Dopo Milano la tournée proseguirà in altre tappe italiane per poi terminare (per il momento), in Svizzera e Germania.

LA DATE DEL TOUR
1 aprile CARRARA (MS) - Teatro degli Animosi
2 aprile BORGO SAN LORENZO (FI) - Teatro Giotto
3 aprile ROMA - Auditorium, Parco della Musica, Sala Sinopoli
4 aprile CASCINA (PI) (Italia) - Teatro Politeama
5 aprile MODENA (Italia) - Teatro Comunale
6 aprile CULLY (Svizzera)
9 aprile MURNAU (Germania

domenica 30 marzo 2008

IL MONDO CHE VORREI ' DI VASCO



C'è grande attesa per venerdì quando uscirà il nuovo cd di Vasco Rossi "Il mondo che vorrei". Il disco, 12 brani di cui 11 inediti cui si aggiunge "Basta poco", uscito l'anno scorso, è la piena espressione del Vasco atteso dai suoi fan, un pubblico che gli chiede di alternare rock, ballad e parole che aiutino a interpretare il malessere sociale, le difficoltà di rapporto con l'altro sesso. "La realtà che vedo mi fa schifo", ha detto il rocker.


L'album, prodotto da Vasco Rossi e da Guido Elmi, tranne due canzoni prodotte da Celso Valli, è stato pensato in Italia e realizzato tra Bologna e Los Angeles. Tutti i testi sono firmati da Vasco Rossi che sembra proseguire il suo cammino verso il minimalismo in qualche modo ricongiungendosi allo stile degli esordi. Per le musiche, si è avvalso della collaborazione di Tullio Ferro, Gaetano Curreri e Guido Elmi,da anni collaboratori dell'artista.

Tralasciando la traccia che dà titolo al disco e che già da giorni impazza alle radio, il primo affondo a tutto rock lo affibbia "Gioca con me", un omaggio alla femminilità, un brano che vede alle chitarre Slash, il mitico esponente dei Guns 'n' Roses. "Come riempi bene quei jeans, cammini come una dei film, coi tacchi quasi galleggi", canta il rocker accompagnato da uno Slash in grande spolvero che sembra star lì a primeggiare, imbracciando la sua Gibson, con il Blasco.

Non mancano le ballate: a cominciare da "Vieni qui" fino a "E adesso che tocca a me" dove Vasco manifesta la sua insoddisfazione, segnala le difficoltà che emergono nel conflitto con la realtà. A 56 anni, Vasco Rossi continua a non tirarsi indietro. Odia l'ipocrisia e lo dice chiaramente in "Non sopporto". Nutre molta diffidenza verso chi ha solo certezze e mai un dubbio e così diventa feroce, ironico al limite del sarcastico in "Dimmelo te".



"Mi sento un sopravvissuto - riconosce il rocker - Ho fatto un sacco di esperienze e cambiato molti modi di vivere: ho vissuto da sconosciuto, da povero, da ricco, e famoso. Da montanaro, da studente, da deejay e rockstar. Mi sembra che dio mi abbia concesso una vita veramente molto varia e lunga .. o forse - scherza - si è dimenticato di me".

L'album, che si presenta con la copertina che vede il cantautore guardare da dietro una porta socchiusa, è "imprigionato" in una seconda copertina tutta in plastica che riporta in giallo fosforescente la "V" di Vasco, il titolo dell'album e, sul retro, l'elenco delle tracce. E chissà cosa saranno riusciti a "inventare" i creativi per la copertina dell'album in vinile tirato in 4 mila copie in edizione limitata e numerata.

Nel disco non manca comunque spazio dedicato al complicato rapporto con le donne. Vasco si arrende totalmente alla donna in "Non vivo senza te" ma la mette anche in guardia nel già citato "Vieni qui" ("Non potrai mai trovare un altro come me"). Nè manca un omaggio all'amore in "Colpa del whisky".

Intanto sono già sold out le due date di Roma allo stadio Olimpico, il 29 e il 30 maggio, quelle di Milano a San Siro, il sei e il sette giugno e la prima di Ancona allo stadio del Conero il 14 giugno. I biglietti sono ancora disponibili per le date del 15 giugno ad Ancona, il 21 a Mestre per l'Heineken Jammin' Festival, il 27 giugno a Salerno e il 4 luglio a Messina.

sabato 29 marzo 2008

'KRONOMAKIA' di DANIELE SEPE





Il vizio di non deludere, la virtù dello scoprire o meglio del rovistare nei più intricati meandri della musica popolare a 360 gradi, antica o contemporanea che si voglia; ricavarne e rinfrancandone il suono, mischiandolo sapientemente fino a travasarlo come una preziosa alchimia nei condotti uditivi di viaggiatori sonici al di quà e al di là dello spazio-tempo, e confonderli nel piacere di una ristorante fusion che oscilla tra il medio e nuovo evo.
Sintetico pensiero di quello che scorre in “Kronomakìa” (lotta contro il tempo), nuovissimo album del musicista partenopeo Daniele Sepe, affiancato in questo escursus di pregio dal Rote Jazz Fraktion, da anni al seguito dell’artista, e dall’Ensemble Micrologus, magnifici interpreti della musica medievale.
Un album che illustra l’origine e l’evoluzione sorprendentemente ricercata dell’etnomusicologia, basamento di contaminazione, quasi ancestrale, di amalgama, collante tra le diverse culture nel tempo, straordinariamente fresche e attuali, senza classificazioni di sorta, che si ritrovano intatte nel dna della musica cosiddetta contemporanea, quella dei nostri giorni.
Daniele Sepe torna con questo suo nono cd per Il Manifesto con una energia nuovamente ricaricata e prodiga di frizzanti metabolismi che affascinano, sempre al comando di una sua personalissima rotta e disegnatore di punti cardinali a sua veduta e immaginazione.
Tredici brani di buon respiro, stuzzicherìe variopinte e di gusto: dal saltarello a gjiga irlandese di “Salterello III”, dalla cantata medievale “Vite perdite CB 124”, poi versata in funky jazz, alle riottose pive galiziane de “La rotta”. Tamburelli, rivisitazioni etniche, jazz e barocco che si incrociano ed iniziano a ballare girotondi e riletture di “antico”, in un caleidoscopico cromatismo di distensione interiore e predisposizione ad “iniziarsi ad una specie di ascolto colto”. Infatti l’artista Sepe a riguardo delle commistioni stilistiche fa notare come “…lo scambio di culture e civiltà diverse sia servito non poco a costruire quell’organico strumentale che si chiamerà orchestra, che è simbolo della musica colta occidentale. Insomma Wagner non sarebbe esistito senza l’apporto di illustri anonimi musicisti di ascendenza mediorientale. Il mischiarsi delle razze e delle culture porta sempre l’umanità un passo in avanti …”.
Un artista, un modo di suonare che ad ogni uscita discografica, come questo “dotto” “Kronomakìa”, crea sempre suspence, interesse e curiosità improvvise come le due sfiziose tracce di chiusura “Vivimus (Stayn’ alive) e “Norwegiae lignum (Norvegian wood): la prima dei Bee Gees e la seconda dei Beatles, interamente rivisitate nel fasto maximum della fusion, ovvero in latino.

CAPONE AND BUNGT BANGT

Dopo la partecipazione sanremese nel 2007 come ospiti di Daniele Silvestri, la band di sei musicisti napoletani - che da lungo tempo lavora sulla ricerca di sonorità attraverso l’uso di materiali di scarto per produrre la ‘Junk Music’ ovvero ‘musica spazzatura’ o meglio ‘musica ecologica’ – si prepara al prossimo tour in concomitanza con l’uscita del nuovo album, “DURA LEX”, prevista per la prossima primavera. In scaletta diciotto brani, cantati e strumentali, che spaziano tra il tribal, il funky, la techno, il jungle, il reggae ed il pop. Ritmi che abbattano ogni confine culturale e generazionale, travolgendo ogni tipo di pubblico in una frenetica danza che richiama il nome del gruppo: BungtBangt, e cioè un’espressione onomatopeica, molto usata a Napoli, che sta ad indicare un momento di grande attività creativa fisica e mentale.

Gli originali strumenti inventati da Capone, il leader fondatore del gruppo, si sono ‘tecnologizzati’, ‘elettricizzati’, ‘armonizzati’ agli ormai collaudati xilofoni costruiti su un set di chiavi inglesi, legni e bastoni al posto di marimbe, bassi sostituiti da elastici di gomma montati su scatole di polistirolo, lamine e coperchi, coppe d’ammortizzatore e ‘boatte’, si aggiungono scope ’elettricizzate’ come bass stell guitar, manici di legno ‘distorti’ come chitarre elettriche , elastici montati su contenitori di gelati ‘armonizzati’ come calimbe, bottigline di yogurt ‘strombazzanti’ come kazoo , barattoli di marmellata percussivi come bongos, figurine che fanno da scratch, e così via.

Con più di 400 concerti all’attivo, Capone&BungtBangt sono ormai amati un po' da tutti. Dal pubblico innanzitutto che ha sempre risposto entusiasticamente ai loro concerti, dalla critica specializzata ma anche dai big della musica italiana e internazionale, che in ogni occasione possibile hanno voluto "giocare" in scena con questi stravaganti musicisti.

Scelti come supporter ‘live’ di Jamiroquai poi dei Planet Funk, di Vinicio Capossela, partecipano all’ultimo album di Edoardo Bennato in cui Capone ‘duetta’ con il cantautore partenopeo nel brano ‘C’era una volta’ tracklist n. 16 de ‘La fantastica storia del pifferaio magico’.

Rientrati dal tour promozionale che li ha portati fino in Giappone conclusosi a Napoli ospiti dei Negroamaro al Palapartenope, il 2006 vede i Capone&BungtBangt “aggirarsi” sempre più spesso, oltre che sui palcoscenici, in vari studi radiotelevisivi: guest più volte di “VivaRadio2” programma cult condotto da Fiorello e Marco Baldini , di Radio DEEJAY “Chiamate triuno triuno” condotta dal Trio Medusa e di radio Rai1, si trasformano poi da attori/musicisti nell'episodio italiano 'Ciro' di Stefano Veneruso nel film “All The Invisible Children” di cui Capone scrive le musiche (film presentato da Maria Grazia Cucinotta, alla Mostra del Cinema di Venezia 2006); aprono il concerto di fine campagna elettorale di Romano Prodi a piazza del Popolo a Roma; al Festival Pigro di Urbino rendono omaggio a un grande della musica italiana, Ivan Graziani, con una particolare versione di “Hora et labora” e “Pigro”; vengono invitati a fare i masti di festa (o meglio 'veterani') al Giffoni Music Concept dove ospitano Meg.

A settembre 2006 è uscito il nuovo singolo “Su di noi...c'era una volta” (diventato in un lampo tormentone rap in Svizzera, Canada e Usa), una specie di cover/sequel del famosissimo brano di Pupo. Subito ospiti di Gianni Morandi nel programma “Non facciamoci prendere dal panico”, in diretta su Rai1, poi del MEI e in collegamento con “Quelli che il calcio” , infine di Alessandro Siani a “Libero” in onda su RAI 2.

Il 2007 vede i Capone&BungtBangt duettare con Daniele Silvestri sul palco della 57a edizione del Festival di Sanremo dove hanno accompagnato il cantautore romano nell’esecuzione del brano “La Paranza” classificato 4° alla kermesse sanremese diventato un vero tormentone nei palinsesti di tutte le radio.

Esce nella primavera 2008 il nuovo album “DURA LEX”. E’ un disco sanguigno, suonato in maniera trascinante e nato con l’intento di toccare tematiche profonde e di forte connotazione sociale, facendo leva sull’ impatto emotivo che tali temi possono avere sul pubblico. L’intento di Capone (coordinatore anche della produzione artistica) è quello di esprimere una visione trasversale della sua musica, con lo scopo di unire contenuti forti e semplicità, in un mix di stili che passano dalla techno fino al pop, passando per il funky, il reggae, l'afro.

I contenuti dei testi, fanno capo ad idee rivolte all’umanità nella sua assolutezza, senza slogan politici o schemi precostituiti. I testi dunque, sono il tentativo di non esprimere una protesta sociale fine a se stessa, ma partono invece dall’emotività che scaturisce dal sentire comune di problematiche, che sono condivisibili da qualsiasi essere umano.

Emozionarsi per Capone vuol dire trovare punti d’incontro tra le persone, in modo da costruire rapporti invece di rendere più acuti i divari tra esse. Sottotitolo dell’album potrebbe essere “non si può vivere senza avere un sogno” ( frase che compare in “Parafulmine”) e sogno per Capone è inteso nell’ accezione di ‘ideale’, unico vero motore delle azioni di un’ umanità migliore.

Capone&BungtBangt on stage:
Maurizio Capone, Vincenzo Falco, Diego Leone, Alessandro Paradiso, Salvatore Zanella
Sound engineers: Massimo Curcio Sound technician: Andrea Tregua


NOTA SU CAPONE
Esploratore senza confini, autore schietto, esuberante e continuamente proteso ad ampliare i propri orizzonti espressivi, un artista geniale (M. Costanzo). Queste sono alcune definizioni di Maurizio Capone, musicista-cantante-compositore.
Capone nasce artisticamente nei primi anni 80 iniziando già in quegli anni a creare strumenti con materiali riciclati (la Scialacqua, realizzata con una vecchia canna da pesca e il Chàchà, con coperchi di latta).

Nel ‘93 pubblica il suo primo album da solista Capone (BMG/Old Bridge music), a cui seguono La foresta (Sciarap/Flying 1995), Sciarap 002 (Sciarap/CNI 1997) e Murmurii (Sciarap/CNI 1999) che gli valgono la definizione di “profeta del drum ‘n’ bass” (Rockstar).

Nel ’99 prende vita il progetto “Bungt & Bangt”, uno spettacolo “teatrale e performante” incentrato sulla percussione suonata con materiali riciclati o con oggetti d’uso comune.

Il debutto avviene il 31 marzo 2000. La strumentazione è composta di bidoni della spazzatura, lattine, vecchie pentole, secchi di metallo di varie grandezze, tubi di plastica e di metallo, utensili da lavoro, bombole del gas, bottiglie, lamine di metallo. L’effetto è dirompente e il passaggio dallo spettacolo all’orchestra stabile avviene naturalmente. BungtBangt è il nome adottato per il nuovo progetto .

Capone e BungtBangt realizzano Junk! (Chiara sun music/RAI Trade 2002) e lavorano per ampliare le possibilità armoniche della percussione in vista di una forma canzone che non rinunci alle caratteristiche “performanti” e tribali del gruppo.

Grazie all’invenzione di un numero infinito di strumenti particolarissimi Capone riesce a dare un’impronta polistrumentistica a BungtBangt e una sonorità che gli consente di esprimere al meglio le sue qualità di cantante e songwriter.

Nel maggio 2003 avviene un ricambio quasi totale dell’orchestra e nasce una strepitosa versione di Caravan petrol di Carosone. I brani “Bungt & Bangt” e “Uaiò” vengono utilizzati come sigla del programmi radiofonici su Radio Rai1 e Radio Rai2.

Intanto Capone&BungtBangt macinano concerti e tournée, vincono premi (Premio Troisi , Premio Focus ) e condividono il palco con artisti prestigiosi. Partecipano a moltissimi festival e trasmissioni televisive (Costanzo Show, Buona Domenica, Alle Falde del Kilimangiaro, Screensaver, Non facciamoci prendere dal panico, Quelli che il calcio, Libero). Suonano dal vivo in programmi radiofonici trasmessi da Radio Rai 1, 2 e 3, RTL, Radio Popolare,etc.

Nel 2006 esce l’ album ‘Lisca di pesce’ (Camion Records/ChiaraSunMusic distr.Sony Italia) seguito a breve distanza dal singolo ‘“Su di noi...c'era una volta” (diventato hit in diversi Paesi europei e in Canada) divertente versione del celebre brano di Pupo , ‘Su di noi’

Nel 2007 salgono sul palco di Sanremo ospiti del cantautore romano Daniele Silvestri, in gara con il brano ‘La paranza’, la cui ‘versione bungtbangt’ risulta la più scaricata del festival.

E’ prevista per la primavera 2008 l’uscita del nuovo album “DURA LEX”.



Contemporaneamente Capone cura la divulgazione della sua ricerca attraverso seminari e laboratori, tra cui un laboratorio-orchestra permanente, istituito nel 2001 dal comune di Pomigliano d’Arco, con bambini della scuola elementare. Anche a Cuba crea un laboratorio nella Escuela de arte, simile a quello di Pomigliano D’Arco e fonda il gruppo musicale BungtBangt con musicisti cubani, con l’obiettivo di unire le due formazioni omonime in concerti da tenersi tra Italia e Cuba.

ALMAMEGRETTA BIOGRAFIA

C’è chi sostiene che alla morte si perdono 21 grammi e che questo sia il peso dell’anima. Aggirandosi da quelle parti si rischia, inevitabilmente, di smarrirsi nell’imperscrutabile.

Chi fosse, invece, alla ricerca di certezze le può trovare in musica, nell’anima migrante di Napoli: l’Almamegretta.

L’esodo artistico di una delle band che ha segnato, in modo indelebile, gli ultimi quindici anni di musica italiana è ben lontano dal trovar pace. Vulgus, il loro nuovo album, ne è la prova tangibile.

Dub, reggae e canzone popolare, gli ingredienti sono gli stessi che, nel corso dei ’90, decretarono il successo della band, e gettarono un ponte tra Napoli e Londra, tra le mille contaminazioni elettro-dub sudiste di dischi come Sanacore e Lingo e la scena di Bristol, che aveva nei Massive Attack il proprio faro.

Dal 1991 ad oggi, gli Almamegretta hanno attraversato numerosi cambi di formazione, divenendo, oggi, una sorta di collettivo artistico aperto alle più svariate forme di collaborazione.

La tracklist dell’album parla chiaro: tredici brani a cui hanno prestato la voce nove interpreti differenti.

Diversi per sensibilità, lingua, interpretazione.

In High and Dry e Che ‘a Fa’ c’è Princess Julianna, già con la band ai tempi di Lingo, Guarda Annanz’ è un colpo al cuore dei nostalgici con il quale Raiz torna metaforicamente a casa, Just Say Who ospita Horace Andy (una delle più importanti voci della scena reggae giamaicana e vocalist dei Massive Attack), E Da Piccolo Fanciullo Incominciai è uno stornello desertico interpretato magistralmente da Piero Brega, Bum Bum è scritta e declamata da Peppe Lanzetta, Vulgus, Che ‘a Fa’ e Pompei Day suonano la poesia di strada del rapper Lucariello, Primmavera Nova (con testo ancora di Peppe Lanzetta) e Black Wave, interpretata da Zaira, Mo Basta e What Have You Done? cantate da Marina Mulopulos e infine Shangri La è il dolce omaggio che Napo, amico londinese della band, fa alla memoria dell’indimenticato Stefano “D.RaD” Facchielli.

Il titolo stesso dell’album è emblematico. Vulgus parla la lingua della strada, un cut-up del dialetto che riecheggia tra i vicoli claustrofobici della Napoli più profonda e sotterranea da un lato, di quello poetico della tradizione dall’altra, l’anglo-jamaicano, il greco-rebetico.

Con Vulgus, l’anima migrante torna a solcare il “Mare Magnum” delle contaminazioni, tra gli svariati linguaggi che parlano i puri di spirito, in un moto ondoso che va all’unisono con un cuore segnato, un cuore mai stanco di cercare.


ALMAMEGRETTA BIOGRAFIA

1991 formano la band GennaroT, Raiz e Gianni (batteria, voce e chitarre).

1992 si uniscono Paolo e Tonino (tastiere e basso). Registrano il primo mini cd "Figli di Annibale". Tour italiano.

1993 esce il primo album completo "Animamigrante", prodotto da Ben Young. Durante la produzione incontrano D.RaD, che entra nella band come soundman e dub-maker. Tour italiano con una puntatina a Nantes, Francia, dove partecipano ad un festival di gemellaggio Nantes - Napoli. Il loro singolo "Sole" riceve il premio da 105 Network per la nuova proposta più suonata. Tonino esce dalla band.

1994 i Massive Attack ascoltano "Animamigrante" attraverso Ben Young e gli propongono di remixare "Karmacoma", un brano del loro album in uscita, "Protection": nasce "The Napoli Trip". Si intensificano i contatti con Adrian Sherwood, il mitico produttore della On-U Sound, da sempre etichetta di riferimento per gli Alma. Registrano "Sanacore" tra Procida e Napoli: il mix (e i dubs!) sono affidati a Sherwood. Pappi Corsicato gira il video di "Nun Te Scurda' ", il singolo tratto dall'album. Gianni esce dalla band. "Animamigrante" vince la Targa Tenco come miglior opera prima.

1995 esce "Sanacore", seguito da un tour italiano di oltre 80 date. L'album vede la partecipazione di Giuletta Sacco e Salvatore Palomba. Il lavoro viene premiato con la Targa Tenco come miglior disco in dialetto. Eraldo Bernocchi coinvolge Raiz nel progetto Ashes: nasce "Corpus", prodotto a New York da Bill Laswell, altro "mostro sacro" del dub. Laswell remixa "Ruanda", un brano tratto da "Sanacore": ne viene fuori "Glossolalia Dub".

1996 esce "Indubb", raccolta di brani già editi rivisitati in chiave dub: ci sono remix di Sherwood, Laswell, Scorn, Frequecies e degli Alma stessi. Tour con i Rogue Go Go, ensemble di ballerini americani che cura la coreografia dei loro show.

1997 i Leftfield, gruppo di punta della scena dance britannica, si innamorano della voce di Raiz e lo coinvolgono nelle registrazioni del loro album "Rythm&Stealth", che esce nel 1999. Il gruppo registra "Canto do Mar" insieme a Pino Daniele. Il brano fa parte dell'album di Daniele "Dimmi Cosa Succede Sulla Terra".

1998 esce "Lingo", il terzo album, prodotto e registrato a Londra: ci sono Laswell, Pino Daniele, Pasquale Minieri, Tommaso Vittorini, Eraldo Bernocchi e Count Dubulah, bassista dei TransGlobal Underground, che li segue in tour.

1999 registrano "4/4" negli studi milanesi di Mauro Pagani: ospiti sono Dubulah, lo stesso Pagani, la straordinaria cantante tuva Sahinko Namtchilak. E' il primo album completamente prodotto dalla band e mixato da D.RaD.

2000 esce "4/4", segue tour. Gli Asian Dub Foundation chiedono a Raiz di cantare un pezzo per il loro nuovo album, probabile uscita 2002. Tarsem Singh, regista angloindiano già autore di video (U2, REM) e di spot pubblicitari molto noti, gira il suo primo lungometraggio, "The Cell", con Jennifer Lopez: "'O Sciore Cchiù Felice", tratto da "Sanacore", fa parte della colonna sonora. Il film è un successo, negli Stati Uniti e in Europa. Paolo decide di lasciare la band, pur rimanendo un collaboratore fisso, e si trasferisce a Londra.

2001 il gruppo pubblica "Imaginaria", registrato e mixato a Milano presso le "Officine Meccaniche" di Mauro Pagani, che collabora alle recording session dell'album, la cui copertina vince l'Italian Grammy Awards come miglior progetto grafico. A "Imaginaria" viene assegnata la Targa Tenco come migliore lavoro in dialetto. Il 31 dicembre gli Alma suonano a Napoli in Piazza Plebiscito per il Capodanno davanti a oltre 70.000 persone.

2002 esce "Venite! Venite!", primo album live (e ultimo per BMG) che documenta e sintetizza l'incessante attività del gruppo sui palchi italiani e non in quasi dieci anni di concerti. La track list è completata da due inediti realizzati in studio con la partecipazione di Mauro Pagani.

2003 Raiz lascia la band per intraprandere la carriera solista. Il disco "Sciuoglie 'e cane", primo frutto della neonata etichetta Sanacore, esce nei primi giorni di dicembre e segna l'inizio di una nuova fase della storia degli Almamegretta. Le parti vocali sono affidate a Lucariello e Patrizia Di Fiore. Da segnalare il contributo di ospiti quali Marco Parente e Francesco Di Bella dei 24 Grana.

2004 parte il tour invernale, bissato subito in primavera, che vede aggiungersi alla line-up vocale Zaira. Il primo singolo-video è "Preta D'Oro". Proprio quando gli Alma stanno trovando un nuova dimensione, subiscono un durissimo colpo: la notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre Stefano Facchielli aka D.RaD, colui che ha creato il sound Alma, muore in un incidente stradale a Milano, lasciando un vuoto umano e professionale che non potrà mai essere colmato e che mette in seria discussione la vita dell’intero progetto. Ma una storia come questa non può finire così. Dopo un primo e comprensibile momento di sbandamento, sostenuti dall’abbraccio, dall’affetto e dalle testimonianze di amore, stima e solidarietà di tutti i fans che si esprimono, nei giorni immediatamente successivi alla tragedia con una valanga di messaggi che si riversa sul guest book del sito, gli Almamegretta decidono comunque di portare avanti il progetto. Consapevoli che ciò avrebbe significato raccogliere una sfida difficile ed impegnativa, si rendono conto che questo sarebbe stato l’unico modo per rendere omaggio all’instancabile lavoro e all’impegno che Stefano aveva sempre profuso nel progetto. Il 29 dicembre all'Auditorium Parco della Musica di Roma si tiene un concerto per D.RaD. E' un primo tributo a Stefano che vede la partecipazione di molti amici: Ash, Patrizia Di Fiore, Massimo Fantoni, Mario Formisano, Fefo, Greg Ferro, Lucariello, Gianni Mantice, Sergio Messina, Pasquale Minieri, Marco Parente, Raiz, Gennaro t, Zaira. Dalla serata viene tratto un "Istant Cd".

2005 esce, nei primi mesi dell'anno, il doppio Cd “Sciuoglie ‘E Cane Live 2004”, tratto da una serie di “Istant Cd” che gli Alma registrano durante il tour 2004. L’album, la cui uscita era già stata decisa prima dell’addio di Stefano, diventa purtroppo l’ultima testimonianza che documenta il contributo potente e indimenticabile di D.RaD.


2006 esce DUBFELLAS, primo CD strumentale della Band.


2008 esce “VULGUS”, nuovo CD in studio, tra i cui ospiti spiccano Horace Andy (Massive Attack) e Raiz.


TRACKLIST & RUNNING TIME


Vulgus (3’50”)
(Caiazzo/Polcari/Tesone)


High and Dry (4’20”) feat. Julie Higgins

ALMAMEGRETTA




Esce il 28 Marzo (distribuzione Edel) l'ultimo lavoro discografico degli Almamegretta intitolato “VULGUS”.
Quattordici tracce cantate da numerosi ospiti tra cui Raiz, Princess Julianna (già in LINGO), Horace Andy voce storica dei Massive Attack, Peppe Lanzetta, Napo Camassa, Piero Brega (ex canzoniere del Lazio), Lucariello, Zaira e Marina Mulopulos, oltre ad un un remix di Gaudi. I disegni di copertina curati ancora una volta dagli inconfondibili tratti di Mimmo Paladino.
In Tour da aprile
ALMEMEGRETTA VULGUS TOUR 2008

S 05/04 - Perugia - Urban
G 11/04 - Milano - Radio Popolare (diretta live h.21.30)
V 12/04 - Milano - Fiera Milano City
M 16/04 - Napoli - La Feltrinelli (meet and greet h.17.00)
V 18/04 - Roma - La Feltrinelli (meet and greet h.17.00)
V 18/04 - Roma - Stazione Birra
S 19/04 - Firenze - Auditorium Flog

BIG EVENT

G 17/07 - Napoli - Neapolis (Reunion con Raiz + Massive Attack)

lunedì 24 marzo 2008

PINK FLOYD: LA STORIA NELLA STORIA



1965: E’ l’anno della nuova cultura “underground” che segna la nascita di innumerevoli nuovi complessi, uno dei quali è quello dei PINK FLOYD, formatosi tra i banchi di scuola dell’Istituto Politecnico di Architettura di Londra. All’inizio è costituito da Nick Mason (batteria), Roger Waters (basso e voce) e Richard Wright (tastiere e voce), ai quali si aggiunge in seguito Syd Barrett (chitarra e voce).

1966: I Pink Floyd realizzano innumerevoli concerti nei locali della Londra underground, tra i quali il Marquee e l’UFO. La musica del complesso si caratterizza per l’uso di effetti elettronici e per i testi allucinati e sognanti, ispirati soprattutto dall’uso di allucinogeni consumati da Barrett; inoltre l’utilizzo dal vivo dell’innovativo “light show”, diviene un vero e proprio marchio di fabbrica della band.

1967: L’11 marzo esce il primo singolo dei Pink Floyd, con le canzoni “Arnold Layne/Candy And Current Bun”, quest’ultima originariamente intitolata “Let’s Roll Another One” (rolliamone un altro), e cambiato per motivi di censura. Il 5 agosto esce il primo album The Piper At The Gates Of Dawn; notevoli sono le canzoni “Astronomy Domine” e “Interstellar Overdrive”. Nei concerti essi perfezionano la loro musica ed il loro light-show; come testimoniò in seguito Waters che definì la musica dei Pink Floyd “sintesi tra suono e luce”.

1968: Il 29 giugno esce A Saucerful Of Secrets che segna la dipartita dal gruppo di Syd Barrett, causa eccessivo uso di Lsd. La leadership del complesso viene assunta da Roger Waters che per un quindicennio sarà il maggior compositore della musica e soprattutto dei testi della band. Sostituto di Barrett è David Gilmour (chitarra e voce), che contribuirà alla svolta del gruppo, verso un sound psichedelico, ma anche melodico. Per quanto riguarda i concerti, i Pink Floyd suonano per la prima volta in Italia, al Piper di Roma.

1969: Nel mese di luglio esce More ed il 25 ottobre Ummagumma. Il primo è la colonna sonora dell’omonimo film di Barbet Schroeder, che propone i Pink Floyd in chiave acustica ed intimistica oltre che elettrica. Ummagumma è un album doppio, con una prima parte “live” (contenente “Astronomy Domine”, “Careful With That Axe Eugene”, “Set The Controls For The Heart Of The Sun” e “A Saucerful Of Secrets”) ed una seconda in studio molto avanguardista e di ricerca sonora. Notevole è la copertina dell'album che riporta le immagini dei quattro Pink Floyd che si ripetono all'infinito, ognuna all'interno dell'altra.

1970: Nel mese di gennaio la band collabora col regista Michelangelo Antonioni, realizzando tre brani (“Come In No. 51, Your Time Is Up”, “Heart Beat, Pig Meat” e “Crumbling Land”) della colonna sonora del film Zabriskie Point. Nel mese di ottobre esce Atom Heart Mother, ambiziosa opera del complesso. La prima facciata è totalmente occupata dall’omonimo brano in strumentale, stupefacente per le linee strumentali e per la ricerca dei cori polifonici. Nel corso dell’anno escono entrambi gli album solisti di Syd Barrett ( The Madcap Laughs e Barrett) e Music From The Body di Roger Waters in collaborazione col musicista Ron Geesin.

1971: La tournée europea dei Pink Floyd tocca l’Italia nelle date di Brescia e Roma. E’ di novembre l’uscita del nuovo album Meddle, contenente la suite “Echoes”, che perde gli elementi barocchi e classicheggianti del precedente Atom Heart Mother, per riportare i Pink Floyd sui sentieri del rock. Tra le altre canzoni del disco, si segnala la mini-suite strumentale “One Of These Days”, utilizzata come sigla della trasmissione sportiva DRIBBLING.

1972: A giugno esce Obscured By Clouds colonna sonora del film La Vallée di Barbet Schroeder; entrambe si rivelano non all’altezza del precedente lavoro More. E’ dello stesso anno il film-documentario Pink Floyd At Pompei, che riprende il gruppo in concerto tra le rovine dell’antica città.

1973: A gennaio esce The Dark Side Of The Moon, il loro album di maggior successo commerciale (con circa 30 milioni di copie vendute) ritenuto dalla critica il migliore. Contiene classici come “Time”, “The Great Gig In The Sky”, “Money” ed “Us & Them”. Celebre è anche la copertina che ritrae un prisma e la rifrazione di un raggio di luce che lo attraversa. Il concept è una istantanea sull’uomo occidentale e ne mette in luce la vita, le paure, la follia e le contraddizioni. I Pink Floyd promuovono l’album con il loro imponente light-show. Nel corso dell’anno esce A Nice Pair, raccolta dei primi due album della band

1974: Il gruppo continua la propria attività live con concerti in Inghilterra.

1975: Il 15 settembre esce Wish You Were Here . E’ l’album dove le liriche di Roger Waters meglio si sposano con la musicalità di Gilmour e Wright, creando il giusto equilibrio nell’ esecuzione. E’ interamente dedicato al concetto dell’”assenza”, impersonificata da Syd Barrett, il quale compare negli studi di registrazione, durante le sessioni ed appare irriconoscibile al resto della band, a causa della sua prostrazione psico-fisica. La malinconia di questa situazione, ispirò la composizione di capolavori sul tema dell’assenza, come “Shine On You Crazy Diamond” e “Wish You Were Here”. L’art-work della copertina ritrae due uomini d’affari nell’atto di stringersi la mano, mentre un principio di incendio assale uno dei due personaggi.

1977: Il 23 gennaio esce Animals a completamento di quell’ideale “trilogia” iniziata da The Dark Side Of The Moon e da Wish You Were Here. Come si capisce dal titolo le canzoni classificano l’umanità in categorie animali, con composizioni come “Dogs”, “Pigs” e “Sheep”, cioè cani, maiali e pecore. Originalissima è l’idea della copertina, dove è raffigurato un maiale di gomma gonfiato di elio tra le torri del Battersea di Londra, imponente complesso industriale in disuso, creando un quadro molto evocativo. In questo momento vi è la definitiva affermazione dei Pink Floyd dal vivo, anche se il logorante tour causerà un senso d’alienazione tra la band ed il pubblico, fonte di ispirazione per il futuro album The Wall.

1978: Escono gli album solisti di Gilmour (dal titolo omonimo) e Wright (Wet Dream).

1979: Il 30 novembre esce The Wall, concept album per eccellenza della discografia del gruppo. Ha il formato del doppio album, anche se molto altro materiale non è stato incluso nella versione definitiva. Si basa sul concetto di alienazione dell’uomo (nel disco la rockstar Pink), rappresentata dalla costruzione di un muro simbolico che si frappone tra lui e le altre persone. Il messaggio finale è la distruzione del muro di isolamento ed il successivo inserimento tra la gente comune. Lo stesso muro compare in un disegno stilizzato sulla copertina del disco. Fecero seguito le celebri rappresentazioni live dell’album, come ad esempio alcune all’Earls Court di Londra.

1980: Nick Mason realizza il suo primo album solista Fictitious Sports.

1981: Esce A Collection Of Great Dance Songs, dal titolo ironico perchè non vi è contenuta nessuna canzone ballabile; da notare la nuova versione di “Money”.

1982: Esce il film The Wall diretto da Alan Parker, con Bob Geldof nella parte del protagonista Pink; il film realizza completamente l’idea di alienazione e redenzione che sta alla base del disco.

1983: Il 21 marzo esce The Final Cut, che come fa presagire il titolo segna la fine di un periodo per i Pink Floyd. Di lì a poco tempo, Roger Waters lascia la band, ritenendo esaurita la vena creativa del gruppo. L’album è un concept di totale creazione di Waters, sulla sua personale visione della guerra e del mondo. I dissapori nascono perchè gli altri membri della bands si sentono inutilizzati, in un album confessione incentrato sul testo più che sulla musica. Esce il video EP contenente quattro brani dell'album.

1984: E’ un anno particolarmente prolifico per le produzioni soliste; escono infatti The Pros And Cons Of Hitch-Hiking di Roger Waters, About Face di David Gilmour e Identity di Richard Wright (assieme agli Zee).

1985: Esce Profiles di Nick Mason.

1986: Si assiste alla disputa legale sull’utilizzo del nome e del logo PINK FLOYD, tra il defezionario Roger Waters e gli altri membri. Questi ultimi capitanati da Gilmour, vincono la causa e si accingono a registrare il loro nuovo album.

1987: Il 15 giugno esce Radio Kaos di Roger Waters seguito da relativo tour, mentre il 5 settembre 1987 esce A Momentary Lapse Of Reason, disco dei rimanenti Pink Floyd, contenente hit-singles come “On The Turning Away”, “Learning To Fly” e “Sorrow”. E’ un ritorno alla musicalità di album come Wish You Were Here, dove la chitarra di Gilmour crea atmosfere sognanti ed evocative. La copertina raffigura un’immensa distesa di letti su una spiaggia, ed altri particolari rimandano ai contenuti dell’album. Parte un gigantesco tour mondiale per la promozione dell’album.

1988: Il 21 novembre esce Delicate Sound Of Thunder, testimonianza dei concerti tenuti dalla band, per la promozione dell’album A Momentary Lapse Of Reason. E’ un doppio album che raccoglie i maggiori successi del gruppo, colmando con un live una lacuna nella discografia dei Pink Floyd. Esce anche l’omonima videocassetta, girata al “Nassau Coliseum” di New York. Nella copertina appaiono due uomini: uno “vestito” di lampadine ed un altro attorniato da uno stormo di uccelli. Il retro raffigura tre giganteschi alberi “baobab”. Da segnalare l’uscita di Opel, raccolta di canzoni di Syd Barrett.

1989: La data conclusiva del successivo “Another Lapse Tour” viene tenuta il 15 luglio, nel giorno del Redentore, a Venezia ed è trasmessa in mondovisione. Il concerto ha un incredibile successo decretato dai 300.000 presenti nonostante le aspre polemiche scaturite prima e dopo il concerto.

1990: Il 30 giugno i Pink Floyd partecipano alla kermesse di Knebworth, organizzata per la raccolta di fondi da devolvere a favore dei bambini autistici, aiutati utilizzando innovative terapie musicali. I Pink Floyd concludono la serata eseguendo “Shine On You Crazy Diamond”, “The Great Gig In The Sky”, “Sorrow”, “Wish You Were Here”, “Money”, “Comfortably Numb”e “Run Like Hell”. Il 21 luglio ha luogo nella Potssdamer Platz di Berlino, la rappresentazione da parte del solo Roger Waters di The Wall, con le canzoni interpretate da vari artisti intervenuti per l’occasione. Il ricavato della serata è stato devoluto al Memorial Fund for Disaster Relief. Il tutto è stato immortalato in un disco ed un video usciti il 4 settembre.

1992: I Pink Floyd collaborano alla colonna sonora de La Carrera Panamericana, una corsa automobilistica attraverso il Messico, fornendo anche alcuni brani inediti. A settembre esce Amused To Death, nuova fatica solista di Roger Waters.

1994: A 7 anni di distanza dall’ultimo album in studio, il 30 marzo esce The Division Bell, dove in quasi settanta minuti di musica possiamo ritrovare i suoni e le atmosfere tanto care a Gilmour e soci. Contiene tra le altre “Take It Back”, “Coming Back To Life”, “Keep Talking” e “High Hopes”. La copertina presenta due gigantesche teste che richiamano in versione moderna le sculture dell’isola di Pasqua;esse, a seconda della prospettiva dell’osservatore, possono essere anche viste come un’unica grande testa. Parte un gigantesco tour mondiale che tocca pure l’Italia nei concerti di Torino, Udine, Modena, Roma. La grande novità del tour è l’esecuzione integrale di The Dark Side Of The Moon (in alcune date, tra le quali Modena, Roma e la conclusiva all’Earl’s Court di Londra il 20 ottobre).

1995: A giugno esce Pulse, che oltre ai classici dei Pink Floyd, già apprezzati dal vivo nel predecessore Delicate Sound Of Thunder, propone The Dark Side Of The Moon. Molto curiosa è la confezione del CD, provvista di un led rosso lampeggiante utilizzabile in svariate maniere come i Pink Floyd ironicamente suggeriscono. Contemporaneamente esce anche la videocassetta, testimonianza dei concerti all’Earls Court di Londra, che concludono il tour.

1996: Esce Broken China, album solista di Richard Wright.

1997: Esce "The Piper at the gates of dawn", Special edition del ventennale

1998: Esce l'edizione del 25° di Dark Side of the Moon

1999: Waters inizia uin tour solista in Usa, con una lunga serie di concerti in cui propone il classico repertorio pinkflydiano e alcuni brani tratti dai suoi lavori solisti. Anche se non è accompagnato da una nuova uscita discografica, il tour, a differenza dei precedenti di Waters, riscuote un grandissimo successo. Gilmour suona accompagnando McCartney al suo concerto al Cavern, in seguito uscito su Dvd. Sui giornali circola la notizia di un possibile concerto davanti alle piramidi, un'idea poi abbandonata.

2000: Esce "Is there anybody out there" su doppio cd, l'inedita esecuzione live di The Wall nel 1980. Esce il doppio "In the Flesh", live di Roger Waters del tour americano.

2001: Esce "Wouldn't you miss me", raccolta di Barrett. Esce "Echoes, the best of Pink Floyd", doppio cd che ripercorre tutta la storia del gruppo, ed è grande successo di vendite. David Gilmour fa un concerto solista il 21 giugno a Londra al Meltdown Festival, proponendo in versione semi-acustica brani del reportorio dei Pink Floyd, e alcuni altri tra cui 'Terrapin' di Barrett. Molti si chiedono quando sarà il prossimo album dei Pink Floyd, ma Gilmour frena ogni ipotesi.

2002: Gilmour in gennaio replica i suoi concerti a Londra e Parigi, e Richard Wright appare in tre brani come special guest, tra cui nella sua "Breakthrogh", ultima canzone tratta da Broken China. Roger Waters fa uscire il dvd "In the flesh", e la raccolta "Flickering Flame" che contiene l'inedito omonimo. In maggio arriva in Italia per due concerti, a Milano e Roma. Nick Mason, che incontra casualmente Waters e tornano a sentirsi e poi frequentarsi, sarà suo ospite in concerto a Londra per suonare "Set the Controls for the heart of the sun""

2003: Esce in dvd "David Gilmour in concert". Esce il Sacd (super audio cd) di Dark side, e ancora esce dvd e sacd The Wall in Berlin, A Parigi si svolge la mostra "Pink Floyd Interstellar". Muore Steve O'rourke, lo storico manager del gruppo. Ci lascia anche Michael Kamen. Waters, Gilmour, e secondo alcuni anche Wright, stanno lavorando su progetti solisti.

2004: Gilmour partecipa ad un concerto di beneficenza con Jools Holland alla Royal Albert Hall, che viene filmato. In autunno esce "Inside out", il libro sulla storia dei Pink Floyd scritto da Nick Mason. Waters è in studio al lavoro sulle canzoni del nuovo album e termina le registrazioni di Ca Ira, l'opera lirica sulla rivoluzione francese su cui lavora dalla fine degli anni 80.

2005: In gennaio esce la versione tradotta in Italiano di "Inside Out". Nick Mason fa un tour promozionale incontrando e autografando il suo volume nelle liberie. Arriva anche in Italia, e con la Rizzoli organizza, con noi di Floyd Channel, tre giorni in cui Mason incontra la stampa e i fan italiani. Gilmour è al lavoro sul suo album solista, e Roger Waters, dopo anni di rinvii, annuncia l'uscita di Ca Ira per il 27 settembre. L'opera lirica sulla rivuluzione francese esce in un cofanetto con due Sacd e un Dvd con il making dell'opera. Per il 2 luglio Bob Geldof organizza il live 8, l'ideale seguito del live Aid di vent'anni prima, a cui i Pink Floyd, che all'epoca stavano scigliendosi, avevano rimpianto di non aver partecipato. Lo scopo è mobilitare le coscienze di tutti per sensibilizzare le scelte dei G8 verso politiche a favore dei paesi poveri. I Pink Floyd inizialmente negano di partecipare, poi all'ultimo momento arriva la conferma: si riuniranno con Roger Waters per questa occasione, eseguendo insieme dal vivo quatrro brani. Alle domande della stampa che seguono alla storica notte londinese, i Pink Floyd chiariscono che non c'è l'intenzione di riunirsi, ma finalmente dopo tanti anni Waters e Gilmour ricominciano a parlarsi. In Agosto arriva un'altra grande notizia per l'Italia : la prima esecuzione in forma di concerto di Ca Ira si terrà all'Auditorium di Roma il 17 e 18 Novembre.

2006: Il 6 marzo, sessantesimo compleanno di David Gilmour, esce il suo album solista "On a Island", un lavoro molto personale dai toni nostalgici e delicati. Contemporaneamente inizia un tour teatrale in Europa, con la presenza di Richard Wright alle tastiere, che tocca l'Italia il 24 e 25 marzo a Milano al Teatro degli Arcimboldi e il 26 all'Auditorium di Roma. Il concerto, che propone nella prima parte tutto 'On a Island' e nella seconda i classici dei pink floyd, ha il suo punto culminante in una meravifgliosa Echoes, sia nel suono che nelle luci. Il tour prosegue in Usa e si conclude a fine maggio con tre serate alla Royal Albert Hall di Londra, in cui vengono effettuate le riprese per il dvd. L'ultima sera arriva anche Nick Mason, riformando quindi il terzetto Pink Floyd. Gilmour nei concerti dà grande prova di atmosfera e raffinatezza strumentale, affiancato dai musicisti che hanno suonato negli ultimi tour con i Floyd. Dopo l'annuncio del tour di Gilmour, arriva anche quello di Waters, che aggiunge rapidamente molte date date, con una prima parte in europa all'inizio dell'estate, e una seconda parte in Usa in autunno. Il tour, che ripropone classici dei Pink Floyd nella prima parte e l'esecuzione integrale di Dark Side of The Moon nella seconda, arriva in Italia il 4 e 5 giugno all'Arena di Verona, il 16 giugno alla curva della Stadio Olimpico di Roma e il 7 luglio a Lucca. Roger Waters brilla come frontman, entusiasmando il pubblico con un concerto travolgente, ricco di effetti e contenuti. Nelle ultime date si affianca alla band Nick Mason alla batteria per Dark Side. Entrambi i tour riscuotono un successo clamoroso. La stampa cerca segnali di una possibile rinascita del gruppo, ma Gilmour nelle interviste spiega di aver fatto una scelta di vita, occupandosi della sua famiglia, e ancora della musica, ma non in maniera così gigantesca come il nome Pink Floyd esigerebbe. All'inizio di luglio esce, dopo molti slittamenti, Pulse nella versione del doppio Dvd e Gilmour, Wright e Mason lo presentano a Londra, entusiasti. Mason e Wright affermano che amano suonare dal vivo e che sono disponibili. L'11 luglio viene tristemente ufficializzata la notizia della morte di Syd Barrett, a causa di complicazioni legate al diabete di cui soffriva, e avvenuta il 7 luglio al Addenbrooke's Hospital di Cambridge. Nella data del 12 luglio a Lucca, Roger e Nick Mason lo ricordano dedicandogli il concerto. Il 17 gli viene dato l'ultimo saluto dai familiari, e viene cremato al Cambridge Crematorium senza la presenza degli ex compagni, che non erano più riusciti ad avere contatti con lui da 30 anni. Storm Thorgerson arriva in Italia per la sua mostra presso la galleriia Arteutopia di Milano. Anche Adrian Maben è ospite del bel paese per un festival di cinemano sperimentale, come Alan Parker è ospite a Porretta e Bologna in occasione di una suo retrospettiva. A fine luglio parte la coda estiva del tour di Gilmour, sette date di cui ben tre in Italia. Dopo Germania, Austria e Francia, Gilmour e Wright sono a Firenze in piazza Santa Croce, e il 4 e 5 agosto tornano a suonare a Venezia, ma stavolta in Piazza San Marco per un numero chiuso di 4000 persone a sera. Per un problema al palco, i concerti slittano al week-end successivo. Dopo una pausa, il tour si chiude in Polonia a fine agosto, accompagnato da una orchestra di 38 elementi, mentre sempre in Polonia, il giorno prima, va in scena la prima rappresentazione scenica di Ca Ira, con la presenza di un commosso Roger Waters. Ca Ira viene ripreso da Adrian Maben, e si parla di possibili date in giro dell'Europa l'anno seguente, non ancora realizzate. Poi Roger parte per la seconda parte del tour

2007: Roger Waters continua e termina la seconda parte del suo tour, e torna ancora trionfalmente in Italia il 23 Aprile a Milano. E' grande festa, con tutto il calore dei suoi fan migliori, a cui dedica un concerto strumentalmente rodatissimo e perfetto. Jon Carin, che fa la spola tra la band di Gilmour e quella di Waters, è l'anello di congiunzione della fase matura e raffinata che i due solisti esprimono nei concerti dal vivo. Il tour di Waters propone un grande spettacolo visivo attraverso video e nuovi effetti speciali. Vengono anche girate le ultime serate a Londra, ma viene annunciato che non è prevista l'uscita di un dvd. Sempre Waters fa uscire un singolo 'Hello (I Love You)' che cita i Pink Floyd nel testo e nello stile musicale, poi partecipa come ospite al Live Earth. A fine agosto esce la versione del quarantennale di The Piper, e il 17 settembre il doppio dvd di David Gilmour 'Remeber That Night', con il meglio dei concerti di Londra e moltissimi extra. L'uscita è anticipata dalla proziezione cinematografica del concerto (girato in alta definizione) in contemporanea in molti cinema. In quello di Londra David Gilmour rilascia un'intervista e anticipa la proiezione con un'esecuzione alla chitarra di 'Castellorizon'.

I PINK FLOYD HANNO DETTO

Roger Waters
"La nostra musica può darvi i peggiori incubi, o lanciarvi nell'estasi più affascinante. Solitamente succede questa seconda opzione.
Ci accorgiamo che il nostro pubblico smette di ballare: rimangono tutti in piedi, a bocca aperta...in estasi."

Nick Mason
"Nel 1967 pensavo ancora di poter eventualmente ritornare al mio college l'anno successivo, se le cose non avessero funzionato. D'altronde, per me che studiavo architettura, la migliore occasione per trovare eventuali clienti era proprio il mondo dello spettacolo.
Ero sempre alla ricerca di qualcuno che avesse un mezzo milione di sterline da spendere, e mi incaricasse di disegnargli una casa."

Nick Mason
"E' interessante come una band acquisisce talvolta una reputazione che non ha nulla a che vedere con quello che è realmente.
Così questa associazione tra i Pink Floyd e la fantascienza.
Certo, avevamo un interesse nella fantascienza, leggevamo Robert Heinlein e Dune, e Ray Bradbury, ed avevamo un enorme
interesse in che cosa ci avrebbe riservato il futuro, ecc.
La gente ancora pensa a noi come "la musica delle sfere celesti" e così via, mentre negli ultimi 15 anni io sono stato molto più
attento ai disordini mentali e di personalità, piuttosto che ad alcunchè riguardante gli alieni.
Nessuno di noi ha mai nutrito interessi per l'occulto, e credo che nel nostro lavoro non si riuscirebbe a trovare alcun riferimento
a cose simili, come invece si può riscontrare nel Led Zeppelin..."

Rick Wright
“Dopo che Barrett se ne fu andato la musica del gruppo cambiò sostanzialmente. Quella fu probabilmente la trasformazione più importante, perché Syd aveva scritto tutte le canzoni fino a quel momento. Erano canzoni stupende, anche se penso che il primo pezzo a cambiare radicalmente le cose fu proprio "A Saucerful Of Secrets". Era stata infatti la prima volta che ci eravamo allontanati dalla struttura di canzone tipica di Syd, e si trattò veramente di un lavoro collettivo, ancora oggi credo sia un grande pezzo. Saucerful è stato il primo brano su un disco dei Pink Floyd che mi sia piaciuto veramente. Anche se apprezzavo le canzoni di Syd, non erano il genere di musica che mi sarebbe piaciuto suonare come tastierista”.
(In “Pringle Show” trasmesso da radio Montreal nel dicembre 1978)

David Gilmour
"A Saucerful Of Secrets ha assunto un’importanza tutta particolare nella storia dei Pink Floyd. Mi ero appena unito al gruppo quando cominciammo a registrare quel disco. Sostanzialmente, nella band si notava la presenza di studenti di architettura.
Sarebbero stati capaci di mettersi lì con un pezzo di carta e avrebbero cominciato così: ‘Deve andar dritto di qua e poi dritto in alto...’ e avrebbero disegnato cime e avvallamenti come si fosse trattato di una mappa, calcolando dove il pezzo sarebbe dovuto andare a finire.
... La prima parte di questo lavoro credo sia stata una specie di guerra. Io stesso non me ne rendevo conto completamente, in quel momento, ma mi sembrava proprio una guerra. La prima parte era tesa, piena di paure; mentre quella finale era una specie di requiem. Realizzammo l’inizio partendo dai toni acuti dei piatti. Avevamo posto un bel microfono proprio vicino ai piatti e li colpivamo molto delicatamente con martelli di legno. In effetti, questo produce un suono che non assomiglia affatto a quello dei piatti. Il sottofondo della prima sezione del pezzo è così, una serie di note con molte cose imbastite sopra. Nella parte successiva Nick ha suonato la batteria, ha tagliato il nastro e l’ha montato ad ‘anello circolare’, in modo che lo usassimo per
ore. Poi c’ero io con la chitarra a tutto volume, che usavo il piedistallo del microfono come fosse una barra d’acciaio e lo facevo correre su e giù lungo la tastiera”.
(D. Gilmour a D. Frikte in Musician n. 50, dicembre 1982)

David Gilmour
"Noi non abbiamo mai avuto un Roger Daltrey o un Mick Jagger.
Tutto ciò che abbiamo avuto è stato un bassista che saltellava per il palco aggrottando la fronte e facendo facce..."

Roger Waters
"Io ho usato droghe psichedeliche solo due volte nelle mia vita.
Ed entrambe le occasioni sono state dopo che avevano appiccicato questa etichetta alla nostra musica.
La prima volta fu assolutamente meraviglioso: ero su un'isola greca, in un ambiente idilliaco, e non so quanto durò, ma mi sembrò un periodo lunghissimo. Fu una cosa molto potente, e strana.
Non saprei dire se ha influenzato la nostra musica. Presi dell'altro acido un paio di anni dopo, e ricordo che attraversavo la Ottava Avenue di New York, cercando di andare a comprarmi un sandwich e una bottiglia di latte, e rimasi bloccato in mezzo alla strada. Non l'ho mai più fatto..."

Nick Mason
"E' vero, Ummagumma è una parola di slang che a Cambridge significa "scopare". Ma noi la utilizzammo solo perché ci piaceva il suo suono. E si può pronunciare in modo che sembri sia un canto che una esclamazione."

Roger Waters
"Il titolo Atom Heart Mother fu tratto dal titolo di un articolo del giornale The Evening Standard, che parlava di una donna incinta, che aveva un pace-maker ad energia atomica. Un articolo preso a caso, un titolo che Ron Geesin mi fece notare, che mi piacque, tutto qui..."

Richard Wright
"Spesso prendiamo dei titoli che non hanno niente a che fare con le canzoni. Avremmo potuto chiamare le nostre canzoni "Numero Uno", "Numero Due", "Numero Tre", eccetera.
Solo che le parole sono talvolta più interessanti e, come "Careful With That Axe, Eugene" ("Attenta con quell'ascia, Eugenia"), può creare una certa immagine stimolante..."

Roger Waters (1971)
"Sono annoiato da gran parte di quello che abbiamo fatto.
Sono annoiato da gran parte di quello che suoniamo...
Non c'è molto di nuovo in quello che suoniamo, non è vero ?"

Rick Wright
"Credo che ogni album precedente è stato un passo verso "The dark Side of The Moon", in un certo senso. Abbiamo continuato ad imparare, le tecniche di registrazione, ed anche il nostro modo di scrivere è andato via via migliorando."

Rick Wright
"Dopo aver finito "The Dark Side...", seduto nello studio di registrazione a sentire il prodotto finito per la prima volta, pensai: Questa è una grossa cosa. E' un album veramente eccellente. Come mai continua a vendere e vendere, non lo so. E' come se avesse toccato un nervo scoperto. Sembra che tutti stessero aspettando quest'album, o meglio, che qualcuno facesse un album come questo..."

Roger Waters (1976)
"A quel punto (con il successo di "Dark Side...") tutte le nostre ambizioni erano state soddisfatte. Quando hai 15 anni e pensi "voglio dar vita a un gruppo" l'obiettivo che ti poni, a parte i vaghi pensieri su un bell'appartamento e a non doverti alzare fino alle quattro del pomeriggio, ... è il Grande Album. Il Numero uno di Billboard. E, una volta ottenuto ciò, un sacco delle tue ambizioni sono state raggiunte. E invece, è vero, ti senti meravigliosamente per un mese o poco più, e poi cominci a renderti conto che non fa realmente tanta
differenza. Se eri una persona felice, lo eri prima e lo sarai dopo, e se non lo eri, non lo eri prima e non lo sarai dopo. E quel tipo di cose non ti fa cambiare atteggiamento rispetto a niente. Ma anche se lo sai, ti ci vuole un pò di tempo per assimilare ciò

SYD BARRETT

Roger Keith (Syd) Barrett e' nato il 6 gennaio del 1946 a Cambridge, dove ha vissuto in questi ultimi anni. Ci ha lasciati il 7 luglio del 2006, a causa di complicazioni legate al diabete di cui soffriva da tempo.

Maturato musicalmente nelle braccia di una Swingin' London che accoglieva favorevolmente qualsiasi sperimentazione, Syd insieme agli altri tre Floyd riesce a ritagliarsi uno spazio nei migliori locali di Londra, quelli che dettano legge in fatto di tendenza, presto il pubblico cresce, la sperimentazione e' gia' a livelli altissimi pur con risultati altalenanti.

Gli spettacoli dei Pink Floyd diventano subito degli eventi piu' che musicali, l'idea di creare uno show che soddisfi anche gli altri sensi semina il germe che portera' ai grandiosi Light Show degli anni a venire.

Il primo repertorio dei Pink Floyd con Barrett consiste in brani blues classici riarrangiati e resi praticamente irriconoscibili da strati di feedback sovrapposti con echi a nastro e da improvvisazioni lunghissime supportate da una sezione ritmica ipnotica e da assoli di organo vagamente orientaleggianti.
Ben presto Syd inizia a scrivere pezzi propri e i risultati sono entusiasmanti, arriva il primo contratto con la EMI e la radio hit: Arnold Layne.
Musicalmente il brano e' estremamente fresco, interventi di organo amichevolmente detti 'Fry's Turkish Delight', batteria filtrata attraverso l'eco a nastro, testo ironico e surreale: e' il successo, nonostante alcune radio non vogliano trasmettere il brano proprio a causa del testo.

Segue a ruota See Emily Play, che ne bissa il successo, mentre stanno gia' lavorando all'LP.
Gli studi di Abbey Road ospitano i Pink Floyd nello stesso periodo dei Beatles di Sgt Pepper, che ne apprezzano l'avanguardia ben miscelata con la musicalita'.

Basta poco pero' che il giocattolo si rompe: poco dopo l'uscita dell'album Barrett non regge allo stress dell'improvviso successo.
Il music business gli chiede quello che lui non puo' dare, e lui non puo' barattare la purezza genuina della sua arte con il successo (Potrebbe essere 'A walk on part in the war For a lead role in a cage').
Concerti, appuntamenti radiofonici e televisivi saltano o si fanno via via piu' imbarazzanti, la situazione sta per precipitare, si tenta di correre ai ripari in vari modi, finche' viene contattato David Gilmour, amico di Syd di vecchia data ed anche lui di Cambridge.

L'obiettivo iniziale e' quello di tenere Syd per la composizione dei brani, e Gilmour come chitarrista, decisamente piu' affidabile in contesti live, ma dura poco.
Un giorno del 1968 qualcuno chiede se devono passare a prendere Syd per un concerto e qualcun altro (si dice Waters) dice di no.

I successivi The Madcap Laughs e Barrett sono sicuramente meno dinamici e frizzanti di Piper, ma non meno affascinanti.
I toni sono piu' romantici ed intimistici, alcuni episodi lasciano trasparire le difficolta' di Syd. I due album contengono delle perline preziosissime, Wined and Dined, Octopus, Dark Globe,...

Le progressioni armoniche sono oblique e i musicisti, costretti a suonare in successive takes, rincorrono un Barrett che spesso non segue la metrica e non rispetta le battute. Gli album testimoniano la confusione di Syd in quel periodo.
Poco altro accade dopo.

Altri brani vengono registrati per un terzo album che mai vedra' la luce, per pochi anni prova con scarsi risultati a rientrare attivamente nel mondo della musica, poi Syd sceglie il silenzio.

Nel 1988 viene pubblicato Opel, raccolta di brani scartati dalle takes dei primi due album (chissa poi perche' avranno scartato Opel...) e dei brani registrati per il 'terzo album'. Opel ha il merito di raccogliere in un prodotto ufficiale brani che circolavano da tempo in bootlegs, e spesso di bassa qualita'.

Nel 2001 e' la volta di Wouldn't You Miss Me? (The Best Of), la domanda ci ricorda che Syd ci manca proprio, e la EMI ci regala 'Bob Dylan Blues', nell'unica registrazione, fino ad allora in mano a David Gilmour.

In tutti gli anni in cui è rimasto eclissato, in molti si chiedevano che fine aveva fatto Syd, e se potevano andare a trovare.

Roger negli ultimi anni ha vissuto da solo, senza l'interesse di incontrare persone che gli avrebbero ricordato il passato, tantomeno fans che lo considerassero un'icona o un modello. Ultimamente aveva concesso all'amico Mick Rock la propria firma sul libro fotografico a lui dedicato, scrivendo semplicemente 'Barrett'. Aveva anche visto, e apprezzato, il documentario poi uscito in Dvd sulla sua storia.



Dedicato a SYD


L'arte è l'invocazione angosciosa di coloro che vivono in sé il destino dell'umanità. Che non se ne appagano, ma si misurano con esso. Che non servono passivi il motore chiamato "oscure potenze", ma si gettano nell'ingranaggio in moto per comprenderne la struttura. Che non distolgono gli occhi per mettersi al riparo da emozioni, ma li spalancano per affrontare ciò che va affrontato. E che però spesso chiudono gli occhi per percepire ciò che i sensi non trasmettono, per guardare al di dentro ciò che solo in apparenza avviene al di fuori. E dentro, in loro, è il moto del mondo; fuori non ne giunge che l'eco: l'opera d'arte.

A. Schoenberg








Special thanks www.pink floyd.it

GLI UFFIZI A MADRID

Dopo il successo fiorentino, la mostra "Il pane degli angeli" porta a Madrid i capolavori dei depositi degli Uffizi ispirati al tema dell'Eucarestia. Nella sua tappa spagnola, la mostra "El pan de los angeles" curata da Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi, e organizzata da Contemporanea Progetti, sara' allestita al CaixaForum di Madrid fino al 19 maggio.

Per la prima volta il pubblico potra' ammirare le opere che raffigurano episodi del Nuovo e del Vecchio Testamento: dalla creazione d'Adamo nella tela di Jacopo da Empoli al peccato originale dipinto a fresco da Giovanni di San Giovanni al sacrificio d'Isacco opera del fiammingo Livio Mehus. E poi le due Annunciazioni di Pietro Liberi e Livio Mehus, le Madonne col Bambino di Botticelli e del Parmigianino, la "Sacra famiglia con San Giovannino" di Giovan Battista Naldini.

domenica 16 marzo 2008

CAN CHE ABBAIA.....

Dal 26 aprile la personale di Ginafranco Asveri, a Pietrasanta (LU)


Sabato 26 aprile 2007 si terrà la personale dell’artista Gianfranco Asveri, si inaugurerà alle ore 18.00, nello spazio espositivo di Piazza Duomo 22, a SPIRALEARTE artecontemporanea, Pietrasanta (LU).
"I suoi cani", questi curiosi animali a quattro zampe, sono i protagonisti indiscussi della poetica dell’artista ed oggi più che mai, di questa serie di tavole realizzate per l’occasione.

L’istintiva empatia verso il mondo degli animali e della natura diventa presupposto per rincorrere le proprie fantasie, golose di forme e di colori, per esternare il grande amore che l’artista nutre per questi cani, parte integrante della sua vita, che ha trovato e raccolto ma che, forse, ha deliberatamente cercato. I soggetti che l’artista elegge a protagonisti delle sue storie sono trasfigurati dall’immaginazione: forti spatolate di materia cromatica esplodono in vitalità pura.
Ogni impasto di colore, ogni scherzo della sua fantasia riporta a un tempo semplice, ai giochi in cortile; l’artista prende per mano l’immaginazione riaccendendo la sensibilità del bambino che guarda tutto con disarmante poesia e spontaneità.

Nato a Fiorenzuola d’Arda nel 1948, Gianfranco Asveri vive e lavora ai Gasperini sulle colline piacentine in compagnia dei "suoi" cani e circondato dai "suoi" campi. Non ha nel suo background studi accademici ma un’infanzia ed un’adolescenza difficili che lo hanno condotto, quando ha iniziato a dipingere, ad elaborare uno stile intenso e personale, dai colori accesi e una speciale pienezza narrativa.

Dopo un periodo iniziale in cui si è espresso con un linguaggio figurativo tradizionale, a partire dagli anni Ottanta la pittura di Gianfranco Asveri è approdata a un gesto più istintivo e personale, ricco di forza e di materia, vicino ai modi dell’Art Brut.
In occasione all’evento, SPIRALEARTE artecontemporanea pubblicherà un catalogo con testo critico di Paolo Manazza, in cui saranno riprodotte tutte le opere in mostra.

Quando: dal 26/04/2008 al 25/05/2008
Sede: SPIRALEARTE artecontemporanea
Indirizzo: Piazza Duomo 22, Pietrasanta (LU)
Orari: da Mercoledì a Domenica 11.00/13.00 - 15.30/19.30
Telefono: 058471799
Fax: 058471699

pietrasanta@spiralearte.com

www.spiraleartecontemporanea.it

NUOVO ALBUM PER BRIAN ADAMS

Si intitola 11 ed è l'undicesimo album in studio del rocker canadese.
11 nuove canzoni che il cantante sta promuovendo con 11 mini concerti, completamente acustici, in 11 città europee (inclusa Milano, il 9 marzo scorso) per 11 giorni consecutivi. L'11 marzo ha scelto di suonare a Londra, città nella quale vive da molti anni, in una location piuttosto insolita: la chiesa di St. James, nella zona di Piccadilly. "Ho scelto di vivere a Londra perché è un bel posto, dove succedono belle cose. E' un luogo geograficamente conveniente per andare dovunque". "Ed è la prima volta che suono in una chiesa. Come mai lì? Non saprei... in realtà non è stata una mia idea".


Quanto alla ridondanza del numero 11 in questo nuovo progetto musicale, la prima domanda che viene alla mente è se sia il suo numero porta-fortuna o se dietro ad esso ci sia una qualche scaramanzia particolare. "No, no, per nulla. Niente di magico o di fortunato. Mi è solo sembrato fico di per se stesso. Per uno come me, che suona molto dal vivo, fare undici concerti consecutivi in undici città diverse non è poi una gran sfida. Questo album è stato scritto con la chitarra acustica, quindi si presta particolarmente bene ad un tipo di show come quello che stiamo portando in giro in questi giorni".



L'album, per l'appunto. A quasi 4 anni da Room Service, 11 vede il ritorno di Jim Vallance, storico collaboratore di Adams, come co-autore di 3 brani del disco.

"Con Jim abbiamo scritto Tonight we have the stars, Flower grown wild e Walk on by e sono molto felice di essere tornato a collaborare con lui, così come sono molto contento di questo album in generale, per la ricerca di qualità che c'è dentro". Nelle note del disco si scopre che una parte del lavoro è stata registrata in stanze d'albergo e backstage di concerti, utilizzando sofisticate attrezzature trasportate dentro una valigia. "Sì, proprio così. Durante le turnée ci sono molti tempi morti. Ci si ritrova con delle finestre temporali di 7-8 ore completamente vuote. E a me piace passare il tempo in maniera creativa e costruttiva. E poi oggi, nell'era digitale, è tutto più facilmente registrabile. Alcuni strumenti di registrazione sono talmente piccoli e compatti che portarseli dietro non è affatto un problema. Il digitale, se ci pensate, ha portato i medesimi vantaggi anche nel campo della fotografia: è possibile fare delle foto di una qualità incredibile che solo qualche tempo fa era impensabile realizzare senza un'attrezzatura molto più complessa".

VASCO ROSSI ED 'IL MONDO CHE VORREI'

Salvo ripensamenti dell'ultimo minuto, il nuovo album di Vasco Rossi è atteso per il 28 marzo.
Il Blasco dà un assaggo del disco con il suo nuovo singolo, in radio dal 14 marzo. Si intitola 'Il mondo che vorrei', e questo dovrebbe essere anche il titolo dell'intero album, inizialmente annunciato come Disco volante. La nuova canzone di Vasco è ancora una volta una "ballad" (dunque vicina nell'atmosfera ad Un senso e Ogni volta). Il singolo sarà stampato anche in 2000 copie in vinile a tiratura limitata e firmata dall'artista, l'album in versione per collezionisti avrà una tiratura di 4000 copie.

Community per i fan - Per il ritorno discografico di Vasco Rossi, a trent'anni esatti dal suo debutto con Ma cosa vuoi che sia una canzone, è online il nuovo sito Vasco We Love You, una community aperta ai fan del rocker di Zocca che possono caricare in Rete i loro messaggi (anche video) e saluti, oltre che spedirli come cartolina digitale via cellulare e includerli nella propria pagina di social network (cioè siti come MySpace e Facebook)

Si conferma dunque l'interesse di Vasco per la promozione della musica e l'interazione con il pubblico via Web. Tutto è cominciato con il lancio del singolo Basta poco, mesi fa, esclusivamente su Internet.

Tour in partenza - Il signor Rossi tornerà in tournée nelle grandi arene. Ecco il calendario completo del Vasco '08 Live Concert tour: si parte il 29 e 30 maggio dallo Stadio Olimpico di Roma, si prosegue il 6 e 7giugno allo Stadio San Siro, il 14 e 15 giugno allo Stadio del Conero di Ancona, il 21 giugno all'Heineken Jammin' Festival di Venezia, il 27 giugno allo Stadio Arechi di Salerno, infine il 4 luglio allo San Filippo di Messina. Le prevendite, anche online su Ticket One, sono cominciate il 7 febbraio.

Nell'album c'è Slash alla chitarra - Ospite speciale del disco Il mondo che vorrei è nientemeno che Slash, chitarrista dei Guns 'n' Roses attualmente in tour con i Velvet Revolver. "L'ho conosciuto grazie al mio batterista Matt Laugh (già con Alice Cooper e Autograph, ndr)" ha dichiarato Vasco. Nell'album non mancheranno dunque i pezzi tirati e potenti, accanto alle caratteristiche ballad esistenziali e un po' malinconiche del rocker emiliano.

RAPPORTO ANNUALE DI MEDICINS SANS FRONTIERES

MSF pubblica il rapporto annuale sulle crisi umanitarie dimenticate dai media nel 2007

Mentre sono sempre meno le notizie nei TG italiani, MSF pubblica le testimonianze dei propri operatori italiani dalle tante crisi dimenticate nel mondo
12/03/2008

Medici Senza Frontiere (MSF) pubblica oggi il nuovo rapporto sulle crisi umanitarie dimenticate dai media nel 2007. Il rapporto contiene la “top ten” delle crisi umanitarie più ignorate nel mondo e un’analisi realizzata in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia sullo spazio dedicato alle crisi umanitarie dai principali telegiornali della televisione generalista in Italia. Le dieci crisi umanitarie identificate da MSF come le più ignorate sono: Somalia, Zimbabwe, tubercolosi, malnutrizione infantile, Sri Lanka, Repubblica Democratica del Congo, Colombia, Myanmar, Repubblica Centrafricana e Cecenia.

L’analisi delle principali edizioni (diurna e serale) dei telegiornali RAI e Mediaset mostra, innanzitutto, un calo delle notizie sulle crisi umanitarie nel corso del 2007, che passano dal 10% del totale delle notizie (dato 2006) all’8% (6426 notizie su un totale di 83200). Di queste, solo 5 sono quelle dedicate alla Repubblica Democratica del Congo, dove il conflitto continua a infuriare nell’est del paese, e nessuna alla Repubblica Centrafricana, dove la popolazione è intrappolata nella morsa degli scontri tra gruppi armati, e dove lo scorso giugno un’operatrice umanitaria di MSF è stata uccisa in un attacco.

Una tendenza già riscontrata nei precedenti rapporti è quella, da parte dei nostri media, di parlare di contesti di crisi solo laddove riconducibili a eventi e / o personaggi italiani o comunque occidentali. Emblematici in questo senso sono la crisi in Somalia, cui si fa riferimento soprattutto in occasione di vertici politici cui partecipa il governo italiano o dell’omicidio di Ilaria Alpi; la guerra in Sri Lanka di cui si parla esclusivamente in occasione del ferimento dell’ambasciatore italiano; la Colombia che entra nell’agenda dei notiziari soprattutto per il sequestro di Ingrid Betancourt, in questo paese il conflitto tra governo, gruppi guerriglieri come FARC e ELN e gruppi paramilitari ha provocato la fuga di oltre 3 milioni di persone, portando la Colombia al terzo posto tra i paesi con il più alto numero di sfollati dopo Repubblica Democratica del Congo e Sudan. Alla tubercolosi, che ogni anno provoca due milioni di vittime, e a cui nel 2006 erano state dedicate solo tre notizie, nel 2007 i TG hanno dedicato 26 notizie, di cui tuttavia ben 15 sulla vicenda di un americano affetto da una forma di tubercolosi resistente ai farmaci che viaggiava in aereo tra Stati Uniti ed Europa.

Il Darfur, dove il conflitto tra il governo del Sudan e i diversi gruppi di opposizione armata ha provocato lo sfollamento di oltre due milioni di persone dal 2004, ha visto una copertura mediatica maggiore rispetto al 2006. Le notizie, tuttavia, erano soprattutto relative a iniziative di raccolta fondi e di brevi visite di personaggi celebri del mondo dello spettacolo.

Alla malnutrizione, che ogni anno uccide 5 milioni di bambini sotto i 5 anni, sono state dedicate solo 18 notizie, la maggior parte delle quali in relazione a generici appelli del Papa conto la fame nel mondo e alla campagna “Il Cibo non Basta” di MSF per promuovere l’utilizzo degli alimenti terapeutici pronti all’uso per combattere la malnutrizione infantile. All’AIDS, che uccide due milioni di persone ogni anno, 54 notizie.
Alla malaria, che ne causa una ogni 3 secondi, solamente 3.

“MSF è stata creata da un gruppo di medici e giornalisti con il duplice obiettivo di portare soccorso alle popolazioni in pericolo e di testimoniare della loro situazione”, afferma Kostas Moschochoritis, direttore di MSF Italia. “È spesso difficile, in Italia ma anche nel resto del mondo, raccontare le vite e le sofferenze dei milioni di persone che incontriamo e curiamo ogni anno in oltre 65 paesi del mondo. È importante che i media si impegnino per informare sulla realtà dei tanti contesti di crisi nel mondo perché raccontare significa sollevare problemi che altrimenti resterebbero nascosti e richiamare alle proprie responsabilità nei confronti delle popolazioni in pericolo i governi e le istituzioni. Ed è importante anche perché i cittadini italiani hanno il diritto di essere informati sulle tante crisi umanitarie, perché non è vero, come viene spesso affermato, che queste non interessano: lo dimostrano le centinaia di migliaia i cittadini italiani che, attraverso le loro donazioni, contribuiscono all’azione di MSF per aiutare popolazioni spesso dimenticate, e i 30mila italiani che lo scorso anno hanno aderito alla campagna di MSF “Dimmi di Più” chiedendo un’informazione più attenta alle crisi umanitarie”.

Contemporaneamente al rapporto sulle crisi dimenticate, MSF ha presentato alla stampa il libro “Non tornerò col dubbio e con il vuoto”, edito da Il Pensiero Scientifico Editore. Il libro, con la prefazione di Giovanni Porzio, inviato di Panorama, è una raccolta di testimonianze di alcuni degli oltre 150 italiani che ogni anno partono come operatori umanitari di Medici Senza Frontiere dalle tante crisi umanitarie (guerre, epidemie, catastrofi naturali) degli ultimi anni: dallo Tsunami alle crisi nel Darfur e in Repubblica Democratica del Congo, dal terremoto in Pakistan alle guerre in Afghanistan, in Colombia e in Uganda; dalle pandemie di AIDS in Africa e in Asia alle violenze in Liberia e in Haiti.

mercoledì 12 marzo 2008

ALL'AUDITORIUM COLORI DI ROMA

In corso la mostra "Colori di Roma". Allestita nel Foyer dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, l'esposizione è promossa dall'Assessorato alle Politiche culturali del Comune di Roma e dalla Fondazione Musica per Roma.

Colori di Roma nasce da un'iniziativa del quotidiano La Repubblica che ha invitato autori che si esprimono secondo diversi linguaggi a creare un'opera per le pagine culturali della cronaca di Roma.
Una ideale tavolozza romana in cui le tinte forti o i passaggi delicati del racconto ispirato alla città, si incrociano, e spesso si fondono, con i toni decisi o le sfumature più sottili della pittura, ma anche del disegno e della fotografia.

Giunta al nono anno, la rassegna è iniziata nel 1999 con la serie "Roma in giallo", per passare l'anno successivo alle "Storie d'amore" e poi a "Roma in blu", a "Notti romane" e alle "Vacanze romane", ai "Misteri di Roma", quindi a "Strade di Roma" per finire l'anno passato con gli "Interni romani". L'iniziativa editoriale è stata sempre conclusa da un libro che ha raccolto i testi e le immagini pubblicate. Ma anche da una mostra in cui gli artisti hanno proposto anche un esempio del proprio lavoro; e dopo la Casa delle Letterature, i saloni della Gnam, villa Poniatowsky, l'anno passato l'esposizione s'è tenuta nel foyer dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, che torna quest'anno ad ospitare la collettiva.

La prima edizione di questo lungo percorso ha visto insieme dieci scrittori e dieci artisti, l'anno scorso erano 30 e 30. Quest'anno si è arrivati al numero più alto, 80 in tutto.

La mostra sarà visitabile, ad ingresso gratuito, fino al 6 marzo
Orari: dal lunedì al sabato dalle 11 alle 18; domenica dalle 10 alle 18
Per informazioni: tel. 06-80241281; www.auditorium.com