Dal 19 giugno all'8 luglio le scenografie di Anagni faranno da sfondo alla 28/ma edizione del Festival Internazionale delle Citta' Medievali.
Dedicato al virtuosismo il concerto di apertura: il Maestro Uto Ughi suonera' musiche di Beethoven e Paganini -orchestra da camera 'I Filarmonici 'di Roma.
Il festival spazia dalla musica da camera romantica, all'opera da camera del primo novecento, sino alla musica etnica ed alla celebrazione dei giovani musicisti nella sua serata conclusiva.
sabato 14 giugno 2008
INGMAR BERGMAN A FIRENZE
Il Teatrino dei Fondi di San Miniato e il Centro Internazionale di Scrittura Drammaturgica "La Loggia" presentano, a partire dal 16 giugno, una serie di anteprime dello spettacolo "Primo studio per Pittura su legno di Ingmar Bergman", per la drammaturgia di Andrea Mancini e Luciano Marrucci, con Roberta Geri e la regia dello stesso Mancini.
Il primo appuntamento e' a Montaione (Firenze), in localita' Collegalli, il 16 giugno a partire dalle ore 19.30 presso la casa "La fornace". L'anteprima sara' replicata nello stesso luogo il 18 giugno, mentre il 21, presso il Bastione Santa Croce di Padova, ci sara' l'anteprima nazionale. Lo spettacolo, con il sostegno della Fondazione Toscana Spettacolo e dell'Istituto del Dramma Popolare di San Miniato, debuttera' ufficialmente il 30 giugno alle ore 21.30, presso la Rocca del centro storico di Montopoli in Val d'Arno (Pisa).
"Primo studio per Pittura su legno di Ingmar Bergman" e' un rito forse da consumarsi in luoghi pregnanti di senso e di significati, dove il rapporto con la morte sia fatto di colore, di odore, di buio e di luci fioche. Un mondo evocato nei film di Tarkovskij e di Bergman, che restituisce in modo forte il senso della morte. Una morte che e' parte della vita, anche se il nostro mondo cerca ogni giorno di negarla. .
Il primo appuntamento e' a Montaione (Firenze), in localita' Collegalli, il 16 giugno a partire dalle ore 19.30 presso la casa "La fornace". L'anteprima sara' replicata nello stesso luogo il 18 giugno, mentre il 21, presso il Bastione Santa Croce di Padova, ci sara' l'anteprima nazionale. Lo spettacolo, con il sostegno della Fondazione Toscana Spettacolo e dell'Istituto del Dramma Popolare di San Miniato, debuttera' ufficialmente il 30 giugno alle ore 21.30, presso la Rocca del centro storico di Montopoli in Val d'Arno (Pisa).
"Primo studio per Pittura su legno di Ingmar Bergman" e' un rito forse da consumarsi in luoghi pregnanti di senso e di significati, dove il rapporto con la morte sia fatto di colore, di odore, di buio e di luci fioche. Un mondo evocato nei film di Tarkovskij e di Bergman, che restituisce in modo forte il senso della morte. Una morte che e' parte della vita, anche se il nostro mondo cerca ogni giorno di negarla. .
mercoledì 11 giugno 2008
FILMS D'AUTORE IN WEB
....sul sito web europafilmtreasures.eu.:un modo per far riscoprire al pubblico la storia del cinema, collegandosi ad internet da casa.
Il progetto, guidato dalla Lobster Films, società parigina specializzata nel restauro di film d'epoca, ha coinvolto numerosi istituti del Vecchio Continente, tra i quali il Museo nazionale del cinema di Torino.
La nuova cineteca virtuale, finanziata anche dal programma "Media" dell'Unione Europea, propone attualmente 50 titoli, ma il numero è destinato a salire rapidamente nei prossimi mesi.
Tutte le pellicole, vere e proprie chicche per appassionati cinefili, sono introdotte da una scheda tecnica.
I filmati, di ogni genere cinematografico, sono visualizzabili in streaming in lingua originale e presto, nei casi in cui sarà necessario, saranno disponibili in cinque lingue, italiano compreso.
Dal Danske Filminstitut agli Archives françaises du film, passando per istituti dislocati in Svezia, Spagna e Macedonia, per vederli tutti fino a ieri un cinefilo si sarebbe dovuto sobbarcare una lunghissima serie di viaggi in giro per l'Europa.
Ora, grazie alla collaborazione tra gli archivi di una ventina di paesi, questo patrimonio è accessibile a chiunque e, anche se probabilmente non conquisterà milioni di spettatori come le grandi produzioni hollywoodiane, darà un preziosissimo contributo alla conoscenza del cinema.
Il progetto, guidato dalla Lobster Films, società parigina specializzata nel restauro di film d'epoca, ha coinvolto numerosi istituti del Vecchio Continente, tra i quali il Museo nazionale del cinema di Torino.
La nuova cineteca virtuale, finanziata anche dal programma "Media" dell'Unione Europea, propone attualmente 50 titoli, ma il numero è destinato a salire rapidamente nei prossimi mesi.
Tutte le pellicole, vere e proprie chicche per appassionati cinefili, sono introdotte da una scheda tecnica.
I filmati, di ogni genere cinematografico, sono visualizzabili in streaming in lingua originale e presto, nei casi in cui sarà necessario, saranno disponibili in cinque lingue, italiano compreso.
Dal Danske Filminstitut agli Archives françaises du film, passando per istituti dislocati in Svezia, Spagna e Macedonia, per vederli tutti fino a ieri un cinefilo si sarebbe dovuto sobbarcare una lunghissima serie di viaggi in giro per l'Europa.
Ora, grazie alla collaborazione tra gli archivi di una ventina di paesi, questo patrimonio è accessibile a chiunque e, anche se probabilmente non conquisterà milioni di spettatori come le grandi produzioni hollywoodiane, darà un preziosissimo contributo alla conoscenza del cinema.
LE CORBUSIER LE GRAND
Le Corbusier le grand (nel mondo dal 2 luglio, introduzione di Jean-Louis Cohen, saggi di Tim Benton, Phaidon, 624 pagine, 150 euro)
è una visual biography con una serie di inediti che seleziona 2 mila documenti custoditi dalla Fondation Le Corbusier di Parigi, da istituzioni private e pubbliche europee e americane. Una produzione sterminata, cento edifici, 170 progetti non costruiti e 75 di urbanistica, 400 pitture a olio, sette affreschi, 200 litografie, 40 tappezzerie, 50 sculture, 20 mobili, 50 libri, 6 mila disegni autografi e 32 mila degli studi di architettura.
Una mole di materiale adatta a un visionario, voyeur chiaroveggente lo definisce Cohen, che si considerava un visionario.
«Sono un asino ma che ha l'occhio. Si tratta dell'occhio di un asino che ha capacità di sensazioni. Sono un asino con l'istinto della proporzione. Sono e rimango un visivo impenitente».
Il voyeur collezionava cartoline, registri, diari, quaderni, progetti, dipinti, foto, lettere, documenti, disegni di mobili. Cose, oggetti, persone. Scriveva dove poteva, su tutto quello che trovava: taccuini, pacchetti di sigarette, biglietti del teatro. Sono 6 mila soltanto le lettere spedite agli amici. Dalla collezione di carta spuntano Pablo Picasso, Fernand Léger, Jean Prouvé e le donne che aveva amato.
La moglie, Yvonne Gallis, si erano sposati nel 1930 e abitavano nell'attico che aveva progettato a Parigi in rue Nussenger-et-Coli, e due amanti, sulle quali però, si affretta a spiegare Cohen «non esistono prove». Marguerite Tjader Harris, la scrittrice e Joséphine Baker, la ballerina. La Baker è ritratta in un disegno colorato con pastelli chiari. «Joséphine è straordinariamente modesta e naturale», scriveva Le Corbusier alla madre nel 1929, «un cuore tenero come quello di un bambino di un villaggio creolo. Nemmeno un pizzico di vanità. Nulla. La naturalezza più miracolosa che tu possa immaginare».
La cronologia procede, come nei vecchi album di famiglia, dai libri dell'infanzia all'orologio da taschino con cui a 15 anni vinse un premio all'Esposizione di Arti Decorative di Torino, fino ai grandi progetti e ai grandi viaggi. Nel 1907 gli schizzi sull'architettura rinascimentale, Palazzo Vecchio e Santa Maria Novella a Firenze, Piazza del Campo a Siena. Venezia lo aveva stregato. «Je prends Venise à témoin», l'anno successivo lo aveva abbagliato Notre Dame. "Croquis de voyage", Istanbul, i pinnacoli della Moschea blu, i disegni del Bosforo e di uno dei suoi modelli fondamentali, il Partenone. Poi Budapest e Vienna, dove era entrato in contatto con la secessione viennese, Berlino . Più tardi i piani su Mosca, Rio de Janeiro, il Plan Obus di Algeri, gli incontri con Gropius e Mies Van der Rohe.
Gli occhi fermavano il mondo.
è una visual biography con una serie di inediti che seleziona 2 mila documenti custoditi dalla Fondation Le Corbusier di Parigi, da istituzioni private e pubbliche europee e americane. Una produzione sterminata, cento edifici, 170 progetti non costruiti e 75 di urbanistica, 400 pitture a olio, sette affreschi, 200 litografie, 40 tappezzerie, 50 sculture, 20 mobili, 50 libri, 6 mila disegni autografi e 32 mila degli studi di architettura.
Una mole di materiale adatta a un visionario, voyeur chiaroveggente lo definisce Cohen, che si considerava un visionario.
«Sono un asino ma che ha l'occhio. Si tratta dell'occhio di un asino che ha capacità di sensazioni. Sono un asino con l'istinto della proporzione. Sono e rimango un visivo impenitente».
Il voyeur collezionava cartoline, registri, diari, quaderni, progetti, dipinti, foto, lettere, documenti, disegni di mobili. Cose, oggetti, persone. Scriveva dove poteva, su tutto quello che trovava: taccuini, pacchetti di sigarette, biglietti del teatro. Sono 6 mila soltanto le lettere spedite agli amici. Dalla collezione di carta spuntano Pablo Picasso, Fernand Léger, Jean Prouvé e le donne che aveva amato.
La moglie, Yvonne Gallis, si erano sposati nel 1930 e abitavano nell'attico che aveva progettato a Parigi in rue Nussenger-et-Coli, e due amanti, sulle quali però, si affretta a spiegare Cohen «non esistono prove». Marguerite Tjader Harris, la scrittrice e Joséphine Baker, la ballerina. La Baker è ritratta in un disegno colorato con pastelli chiari. «Joséphine è straordinariamente modesta e naturale», scriveva Le Corbusier alla madre nel 1929, «un cuore tenero come quello di un bambino di un villaggio creolo. Nemmeno un pizzico di vanità. Nulla. La naturalezza più miracolosa che tu possa immaginare».
La cronologia procede, come nei vecchi album di famiglia, dai libri dell'infanzia all'orologio da taschino con cui a 15 anni vinse un premio all'Esposizione di Arti Decorative di Torino, fino ai grandi progetti e ai grandi viaggi. Nel 1907 gli schizzi sull'architettura rinascimentale, Palazzo Vecchio e Santa Maria Novella a Firenze, Piazza del Campo a Siena. Venezia lo aveva stregato. «Je prends Venise à témoin», l'anno successivo lo aveva abbagliato Notre Dame. "Croquis de voyage", Istanbul, i pinnacoli della Moschea blu, i disegni del Bosforo e di uno dei suoi modelli fondamentali, il Partenone. Poi Budapest e Vienna, dove era entrato in contatto con la secessione viennese, Berlino . Più tardi i piani su Mosca, Rio de Janeiro, il Plan Obus di Algeri, gli incontri con Gropius e Mies Van der Rohe.
Gli occhi fermavano il mondo.
venerdì 6 giugno 2008
FABRIZIO DE ANDRE'
Dal 30 dicembre 2008 al 3 maggio 2009 il Palazzo Ducale di Genova ospitera' una mostra dedicata a Fabrizio de Andre' a dieci anni dalla sua scomparsa.
L'iniziativa, organizzata da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura con la Fondazione De Andre', rendera' omaggio alla figura ed alle opere del cantautore raccontando la vita, la musica, le esperienze, le passioni che lo hanno reso unico e universale, interprete e in alcuni casi anticipatore, dei mutamenti, delle pulsioni e delle trasformazioni in atto. Attraverso un allestimento virtuale, multimediale e interattivo allestito da Studio Azzurro, uno dei piu' importanti gruppi internazionali di videoarte, verra' proposta al pubblico non una semplice esposizione documentaria di oggetti 'simbolo', di cimeli visivi e musicali, ma un'esperienza emozionale: la costruzione di un rapporto diretto con De Andre'.
Il percorso espositivo non sara' suddiviso rigidamente per aree tematiche e cronologiche, ma sara' organizzato in modo da rendere il racconto e la rappresentazione visiva, testuale, musicale, densi di suggestioni e emozioni per un vasto pubblico, che potra' di volta in volta scegliere quale immagine di 'Faber' sviluppare per se', in relazione con il proprio vissuto. Saranno affrontati i grandi temi della poetica di De Andre': la societa' del benessere e il boom economico degli anni '60, gli emarginati e i vinti, la liberta', l'anarchia e l'etica, gli scrittori e gli chansonnier, le donne e l'amore, la ricerca musicale e linguistica, l'attualita' nella cronaca, i luoghi rappresentativi della sua vita. Accanto alla mostra verranno allestite alcune scenografie originali della sue tournee: i tarocchi giganti, falsi d'autore, le grandi vele e le reti da pesca.
Saranno a disposizione dei visitatori postazioni multimediali permanenti, tavoli con touch screen, per approfondire virtualmente e visivamente testi di Faber e spartiti originali; apparati tecnologici che combinano gioco e interattivita'. Saranno oranizzati, durante la durata della manifestazione, anche eventi collaterali: un convegno/giornata di studi pensata in collaborazione con l'Universita' degli Studi di Siena, letture, presentazioni al pubblico, proiezioni.
L'iniziativa, organizzata da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura con la Fondazione De Andre', rendera' omaggio alla figura ed alle opere del cantautore raccontando la vita, la musica, le esperienze, le passioni che lo hanno reso unico e universale, interprete e in alcuni casi anticipatore, dei mutamenti, delle pulsioni e delle trasformazioni in atto. Attraverso un allestimento virtuale, multimediale e interattivo allestito da Studio Azzurro, uno dei piu' importanti gruppi internazionali di videoarte, verra' proposta al pubblico non una semplice esposizione documentaria di oggetti 'simbolo', di cimeli visivi e musicali, ma un'esperienza emozionale: la costruzione di un rapporto diretto con De Andre'.
Il percorso espositivo non sara' suddiviso rigidamente per aree tematiche e cronologiche, ma sara' organizzato in modo da rendere il racconto e la rappresentazione visiva, testuale, musicale, densi di suggestioni e emozioni per un vasto pubblico, che potra' di volta in volta scegliere quale immagine di 'Faber' sviluppare per se', in relazione con il proprio vissuto. Saranno affrontati i grandi temi della poetica di De Andre': la societa' del benessere e il boom economico degli anni '60, gli emarginati e i vinti, la liberta', l'anarchia e l'etica, gli scrittori e gli chansonnier, le donne e l'amore, la ricerca musicale e linguistica, l'attualita' nella cronaca, i luoghi rappresentativi della sua vita. Accanto alla mostra verranno allestite alcune scenografie originali della sue tournee: i tarocchi giganti, falsi d'autore, le grandi vele e le reti da pesca.
Saranno a disposizione dei visitatori postazioni multimediali permanenti, tavoli con touch screen, per approfondire virtualmente e visivamente testi di Faber e spartiti originali; apparati tecnologici che combinano gioco e interattivita'. Saranno oranizzati, durante la durata della manifestazione, anche eventi collaterali: un convegno/giornata di studi pensata in collaborazione con l'Universita' degli Studi di Siena, letture, presentazioni al pubblico, proiezioni.
giovedì 5 giugno 2008
MARIO SCHIFANO
La straordinaria figura di Mario Schifano (1934 – 1998) ha improntato di sé la pittura italiana per quasi un quarantennio.
I monocromi dei primi anni sessanta, la scelta di soggetti, temi e icone che lo hanno accomunato alla Pop art nei secondi anni sessanta, la sperimentazione tra pittura e fotografia degli anni settanta, il felice ritorno alla pittura nei cicli degli anni ottanta e novanta, hanno fatto di Schifano un artista di riferimento nel panorama italiano sia per gli altri artisti che per un pubblico larghissimo e ben più vasto di quello solitamente composto da critici, storici, collezionisti e appassionati. Il precoce successo di Schifano negli Usa negli anni sessanta è infatti continuato in Italia, dove l’interesse per l’artista si è mescolato con quello per l’uomo e le sue vicende personali legate al clima del momento, al jet set, allo scandalo e al suo furore creativo.
La Galleria nazionale d’arte moderna, a dieci anni dalla scomparsa, ritiene di dover rendere omaggio a uno degli artisti più complessi e importanti del secondo dopoguerra italiano, attraverso una mostra (11/06/2008-28/09/2008) che privilegi una visione d’insieme della sua opera. La rassegna comprenderà circa settanta dipinti, cronologicamente distribuiti attraverso i quattro decenni di attività di Mario Schifano. La scelta ha voluto indicare i lavori germinali e rappresentativi di ogni ciclo, una sorta di esempio poi ripetuto in infinite varianti nel corso del tempo. Ne emerge una straordinaria varietà di temi, spesso legati alla storia e all’attualità che si traduce per il pubblico in una spettacolarità continuamente rinnovata.
Si prevedono inoltre: una sezione di circa 50 disegni, selezionati tra i moltissimi fatti da Schifano, che consentirà di riflettere sui modi più “intimi” di costruzione e di progetto del lavoro e una sezione dedicata alle fotografie e ai film che nell’ambito del difficile rapporto tra pittura e altri media nei primi anni settanta, presenterà la soluzione convincente e originale fornita dall’artista.
La mostra, promossa dalla Soprintendenza alla Galleria nazionale d’arte moderna in collaborazione con l’Archivio Schifano è curata da Achille Bonito Oliva.
I monocromi dei primi anni sessanta, la scelta di soggetti, temi e icone che lo hanno accomunato alla Pop art nei secondi anni sessanta, la sperimentazione tra pittura e fotografia degli anni settanta, il felice ritorno alla pittura nei cicli degli anni ottanta e novanta, hanno fatto di Schifano un artista di riferimento nel panorama italiano sia per gli altri artisti che per un pubblico larghissimo e ben più vasto di quello solitamente composto da critici, storici, collezionisti e appassionati. Il precoce successo di Schifano negli Usa negli anni sessanta è infatti continuato in Italia, dove l’interesse per l’artista si è mescolato con quello per l’uomo e le sue vicende personali legate al clima del momento, al jet set, allo scandalo e al suo furore creativo.
La Galleria nazionale d’arte moderna, a dieci anni dalla scomparsa, ritiene di dover rendere omaggio a uno degli artisti più complessi e importanti del secondo dopoguerra italiano, attraverso una mostra (11/06/2008-28/09/2008) che privilegi una visione d’insieme della sua opera. La rassegna comprenderà circa settanta dipinti, cronologicamente distribuiti attraverso i quattro decenni di attività di Mario Schifano. La scelta ha voluto indicare i lavori germinali e rappresentativi di ogni ciclo, una sorta di esempio poi ripetuto in infinite varianti nel corso del tempo. Ne emerge una straordinaria varietà di temi, spesso legati alla storia e all’attualità che si traduce per il pubblico in una spettacolarità continuamente rinnovata.
Si prevedono inoltre: una sezione di circa 50 disegni, selezionati tra i moltissimi fatti da Schifano, che consentirà di riflettere sui modi più “intimi” di costruzione e di progetto del lavoro e una sezione dedicata alle fotografie e ai film che nell’ambito del difficile rapporto tra pittura e altri media nei primi anni settanta, presenterà la soluzione convincente e originale fornita dall’artista.
La mostra, promossa dalla Soprintendenza alla Galleria nazionale d’arte moderna in collaborazione con l’Archivio Schifano è curata da Achille Bonito Oliva.
lunedì 2 giugno 2008
M S F
Emergenza Myanmar (Birmania)
La corsa contro il tempo di Medici Senza Frontiere per portare aiuti in Myanmar.
29/05/2008
Tre settimane dopo che il ciclone Nargis ha colpito il Myanmar, mancano ancora i beni di prima necessità per i sopravissuti e gli aiuti che sono arrivati nelle zone colpite dal ciclone rimangono ancora insufficienti.
Mentre Medici Senza Frontiere (MSF) è riuscita a fornire cibo ad oltre 120 mila persone nell’area devastata del delta del Irrawaddy, enormi nodi restano ancora irrisolti. Le restrizioni imposte dal Governo agli operatori umanitari stranieri dimostrano che ci troviamo di fronte ad una situazione disperata.
“Migliaia di persone non hanno ancora ricevuto nessuna forma di assistenza” dichiara Jean-Sebastien Matte, coordinatore delle operazioni di soccorso di MSF. “Ieri le nostre equipe, che stanno viaggiando in barca per raggiungere le aree più isolate, sono riuscite a raggiungere altri villaggi intorno alla zona di Bogaley. In questi villaggi abbiamo trovato persone che non avevano più scorte di cibo e che non mangiavano da 3 giorni. Stavano piangendo mentre chiedevano del cibo. Siamo stati in grado di distribuire loro alcune razioni alimentari di emergenza. Sfortunatamente ci sono molti altri villaggi nelle stesse disperate condizioni”, conclude Matte.
Mancanza di cibo e ripari
I problemi principali sono la mancanza di cibo e di ripari adeguati. Trentasei equipe di MSF stanno distribuendo beni di sussistenza nei pressi di Bogaley, Labutta e Ngapudaw. Finora hanno distribuito 310 tonnellate di riso, 84mila scatolette di pesce, e più di 16mila litri di olio, oltre a teli di plastica per costruire ripari a circa 60mila famiglie. Alcune aree sono state identificate per intervenire con una seconda tranche di distribuzioni visti i crescenti bisogni della popolazione.
Nuovi bisogni medici
MSF sta inoltre provvedendo a diversi bisogni medici in varie località. Con l’ausilio di cliniche mobili e di barche, lo staff sta effettuando una media di 500 consultazioni mediche al giorno.
Inizialmente lo staff trattava piccole ferite e fratture causate dai detriti caduti dagli alberi. Tuttavia i team di MSF stanno ora trattando un numero minore di questi casi e, in proporzione, un numero crescente di pazienti affetti da febbre, dissenteria e malattie dell’apparato respiratorio.
Queste malattie possono essere causate, o esacerbate, dalle precarie condizioni di vita, inclusa la mancanza di un riparo adeguato, scarsa qualità dell'acqua potabile e cibo non sufficiente. I casi più gravi sono stati trasferiti negli ospedali.
Situazione sanitaria e mancanza di acqua
Equipe specializzate di MSF hanno distribuito contenitori d’acqua potabile, hanno allestito unità per la potabilizzazione in diversi centri sfollati, al fine di contribuire all’erogazione di acqua potabile. Tuttavia, l'ottenimento di acqua potabile resta un problema in molti settori. Inoltre molte latrine sono state distrutte dalla tempesta e devono essere ricostruite. Per questi motivi MSF rimane vigile rispetto a possibili focolai di malattie infettive, ma finora nessun caso è stato rilevato.
Il dolore della memoria
È molto importante fornire sostegno psicologico ai sopravvissuti. Molti di quelli che hanno vissuto il ciclone e le successive inondazioni hanno assistito a cose orribili. Un gran numero di persone sono traumatizzate dalla loro esperienza. Alcuni hanno difficoltà a dormire o soffrono di mal di stomaco o dolori al torace. Altri hanno la pressione alta. Molti non riescono nemmeno a parlare. Un medico birmano di MSF racconta: "Ho curato un uomo che era rimasto ferito. Aveva assicurato il suo bambino intorno al suo collo mentre galleggiavano. Ma dopo un po’ non aveva più energia, ed ha lasciato andare il suo bambino. La moglie non lo poteva accettare e ha cercato di salvare il bambino. Ha nuotato dietro il piccolo e sono annegati entrambi. Non poteva fare nulla. Quando l’ho visto, era sconvolto. Non sapevo cosa dire ".
Allentamento delle restrizioni agli operatori umanitari?
Ora che il governo ha promesso di allentare le restrizioni imposte agli operatori umanitari stranieri, MSF si appresta a inviare più personale internazionale nella zona interessata. Essi forniranno l’esperienza necessaria e le competenze in tutti i settori delle operazioni - molti operatori birmani non hanno mai lavorato in una zona colpita da una catastrofe naturale di queste proporzioni prima d’ora. Attualmente MSF ha circa 250 tra medici, infermieri e logisti operativi nella zona del Delta, tra cui più di una dozzina di personale internazionale specializzato in settori tecnici come l'acqua e la manutenzione di strutture igienico - sanitarie, nonché in coordinamento degli interventi di emergenza.
Controllo sulla qualità delle operazioni di soccorso
MSF è in costante contatto con i suoi collaboratori per verificare quali specifiche difficoltà incontrano nello svolgimento delle loro attività. Indagini sono anche state fatte per scoprire se la popolazione locale è soddisfatta dell'assistenza fornita da MSF. Dice Vincent Hoedt, coordinatore di emergenza: "Noi non solo proviamo ad assicurarci che i beni di prima necessità raggiungano il posto giusto, ma vogliamo anche sapere se il nostro aiuto è considerato accurato e di qualità accettabile ".
In molte zone del delta, MSF rimane la sola organizzazione presente in questo momento.
MSF è presente in Myanmar dal 1992 e effettua ogni anno 1 milione di consultazioni mediche. MSF cura 16mila pazienti affetti da HIV/AIDS e fornisce cure antiretrovirali a 8mila di questi. L’anno scorso ha curato più di 200mila persone colpite dalla malaria.
ulteriori info al seguente link www.msf.org
La corsa contro il tempo di Medici Senza Frontiere per portare aiuti in Myanmar.
29/05/2008
Tre settimane dopo che il ciclone Nargis ha colpito il Myanmar, mancano ancora i beni di prima necessità per i sopravissuti e gli aiuti che sono arrivati nelle zone colpite dal ciclone rimangono ancora insufficienti.
Mentre Medici Senza Frontiere (MSF) è riuscita a fornire cibo ad oltre 120 mila persone nell’area devastata del delta del Irrawaddy, enormi nodi restano ancora irrisolti. Le restrizioni imposte dal Governo agli operatori umanitari stranieri dimostrano che ci troviamo di fronte ad una situazione disperata.
“Migliaia di persone non hanno ancora ricevuto nessuna forma di assistenza” dichiara Jean-Sebastien Matte, coordinatore delle operazioni di soccorso di MSF. “Ieri le nostre equipe, che stanno viaggiando in barca per raggiungere le aree più isolate, sono riuscite a raggiungere altri villaggi intorno alla zona di Bogaley. In questi villaggi abbiamo trovato persone che non avevano più scorte di cibo e che non mangiavano da 3 giorni. Stavano piangendo mentre chiedevano del cibo. Siamo stati in grado di distribuire loro alcune razioni alimentari di emergenza. Sfortunatamente ci sono molti altri villaggi nelle stesse disperate condizioni”, conclude Matte.
Mancanza di cibo e ripari
I problemi principali sono la mancanza di cibo e di ripari adeguati. Trentasei equipe di MSF stanno distribuendo beni di sussistenza nei pressi di Bogaley, Labutta e Ngapudaw. Finora hanno distribuito 310 tonnellate di riso, 84mila scatolette di pesce, e più di 16mila litri di olio, oltre a teli di plastica per costruire ripari a circa 60mila famiglie. Alcune aree sono state identificate per intervenire con una seconda tranche di distribuzioni visti i crescenti bisogni della popolazione.
Nuovi bisogni medici
MSF sta inoltre provvedendo a diversi bisogni medici in varie località. Con l’ausilio di cliniche mobili e di barche, lo staff sta effettuando una media di 500 consultazioni mediche al giorno.
Inizialmente lo staff trattava piccole ferite e fratture causate dai detriti caduti dagli alberi. Tuttavia i team di MSF stanno ora trattando un numero minore di questi casi e, in proporzione, un numero crescente di pazienti affetti da febbre, dissenteria e malattie dell’apparato respiratorio.
Queste malattie possono essere causate, o esacerbate, dalle precarie condizioni di vita, inclusa la mancanza di un riparo adeguato, scarsa qualità dell'acqua potabile e cibo non sufficiente. I casi più gravi sono stati trasferiti negli ospedali.
Situazione sanitaria e mancanza di acqua
Equipe specializzate di MSF hanno distribuito contenitori d’acqua potabile, hanno allestito unità per la potabilizzazione in diversi centri sfollati, al fine di contribuire all’erogazione di acqua potabile. Tuttavia, l'ottenimento di acqua potabile resta un problema in molti settori. Inoltre molte latrine sono state distrutte dalla tempesta e devono essere ricostruite. Per questi motivi MSF rimane vigile rispetto a possibili focolai di malattie infettive, ma finora nessun caso è stato rilevato.
Il dolore della memoria
È molto importante fornire sostegno psicologico ai sopravvissuti. Molti di quelli che hanno vissuto il ciclone e le successive inondazioni hanno assistito a cose orribili. Un gran numero di persone sono traumatizzate dalla loro esperienza. Alcuni hanno difficoltà a dormire o soffrono di mal di stomaco o dolori al torace. Altri hanno la pressione alta. Molti non riescono nemmeno a parlare. Un medico birmano di MSF racconta: "Ho curato un uomo che era rimasto ferito. Aveva assicurato il suo bambino intorno al suo collo mentre galleggiavano. Ma dopo un po’ non aveva più energia, ed ha lasciato andare il suo bambino. La moglie non lo poteva accettare e ha cercato di salvare il bambino. Ha nuotato dietro il piccolo e sono annegati entrambi. Non poteva fare nulla. Quando l’ho visto, era sconvolto. Non sapevo cosa dire ".
Allentamento delle restrizioni agli operatori umanitari?
Ora che il governo ha promesso di allentare le restrizioni imposte agli operatori umanitari stranieri, MSF si appresta a inviare più personale internazionale nella zona interessata. Essi forniranno l’esperienza necessaria e le competenze in tutti i settori delle operazioni - molti operatori birmani non hanno mai lavorato in una zona colpita da una catastrofe naturale di queste proporzioni prima d’ora. Attualmente MSF ha circa 250 tra medici, infermieri e logisti operativi nella zona del Delta, tra cui più di una dozzina di personale internazionale specializzato in settori tecnici come l'acqua e la manutenzione di strutture igienico - sanitarie, nonché in coordinamento degli interventi di emergenza.
Controllo sulla qualità delle operazioni di soccorso
MSF è in costante contatto con i suoi collaboratori per verificare quali specifiche difficoltà incontrano nello svolgimento delle loro attività. Indagini sono anche state fatte per scoprire se la popolazione locale è soddisfatta dell'assistenza fornita da MSF. Dice Vincent Hoedt, coordinatore di emergenza: "Noi non solo proviamo ad assicurarci che i beni di prima necessità raggiungano il posto giusto, ma vogliamo anche sapere se il nostro aiuto è considerato accurato e di qualità accettabile ".
In molte zone del delta, MSF rimane la sola organizzazione presente in questo momento.
MSF è presente in Myanmar dal 1992 e effettua ogni anno 1 milione di consultazioni mediche. MSF cura 16mila pazienti affetti da HIV/AIDS e fornisce cure antiretrovirali a 8mila di questi. L’anno scorso ha curato più di 200mila persone colpite dalla malaria.
ulteriori info al seguente link www.msf.org
A ROBERTO VECCHIONI IL GRINZANE CAVOUR
Roberto Vecchioni, cantautore, paroliere, professore e scrittore di romanzi e racconti, e' il vincitore della VII edizione del "Premio Grinzane Cavour - Alba Pompeia".
All'artista brianzolo e' stato riconosciuto il merito di aver promosso, valorizzato e difeso il territorio, attraverso una poetica interessata a cantare le vicende e le gesta degli uomini, le loro tradizioni e le loro radici.
Nella sua lunga carriera, caratterizzata da una grande coerenza non solo artistica ma anche etica e intellettuale, Vecchioni ha saputo muoversi tra musica e letteratura, utilizzando con abilita' parole e note che celebrassero il legame con le proprie origini.
Nelle sue canzoni, poesie e libri, e' spesso presente il riferimento ai miti della storia, della letteratura o dell'arte, presi in prestito per raccontare un viaggio interiore che si fa universale e per riflettere sull'attaccamento ai propri valori e alla propria cultura.
Organizzato dal Premio Grinzane Cavour d'intesa con la citta' di Alba e il Comitato Alba-Premio Grinzane Cavour, e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, il "Grinzane Cavour - Alba Pompeia" nasce con l'intento di contribuire alla salvaguardia del paesaggio e del territorio, intesi soprattutto come custodi delle culture.
La cerimonia di premiazione si terra' il 18 ottobre presso il Teatro Sociale di Alba.
All'artista brianzolo e' stato riconosciuto il merito di aver promosso, valorizzato e difeso il territorio, attraverso una poetica interessata a cantare le vicende e le gesta degli uomini, le loro tradizioni e le loro radici.
Nella sua lunga carriera, caratterizzata da una grande coerenza non solo artistica ma anche etica e intellettuale, Vecchioni ha saputo muoversi tra musica e letteratura, utilizzando con abilita' parole e note che celebrassero il legame con le proprie origini.
Nelle sue canzoni, poesie e libri, e' spesso presente il riferimento ai miti della storia, della letteratura o dell'arte, presi in prestito per raccontare un viaggio interiore che si fa universale e per riflettere sull'attaccamento ai propri valori e alla propria cultura.
Organizzato dal Premio Grinzane Cavour d'intesa con la citta' di Alba e il Comitato Alba-Premio Grinzane Cavour, e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, il "Grinzane Cavour - Alba Pompeia" nasce con l'intento di contribuire alla salvaguardia del paesaggio e del territorio, intesi soprattutto come custodi delle culture.
La cerimonia di premiazione si terra' il 18 ottobre presso il Teatro Sociale di Alba.
lunedì 26 maggio 2008
FRANCESCO DE GREGORI "CALYPSOS"

'Calypsos'. 'Per brevità chiamato artista', il nuovo lavoro del cantautore romano.
È un De Gregori doc, piacerà al pubblico che lo segue da decenni, sferza con il suo lirismo eppure il disco (disponibile anche in vinile) dà in qualche passaggio l'idea di un già sentito, forse di un cd di transizione.
Il brano che dà titolo all'album non appare la canzone più significativa del nuovo lavoro, che si articola in 9 brani per un totale di quasi 38 minuti.
A spiegare il titolo del disco è lo stesso De Gregori: "Sul mio primo contratto discografico c'era questa definizione legale che mi riguardava. Era un pò agghiacciante e un pò divertente, e credo di aver pensato fin da allora che ,prima o poi ,l'avrei usata in una canzone. Comunque, mi interessava mettere al centro del mio lavoro la parola 'arte' nel senso romantico del termine, qualcosa che consapevolmente intende lasciare un segno poetico e intellettuale ,non solo un mestiere che ha a che fare con una distribuzione o un mercato".
A voler graduare questo nuovo lavoro dell'autore di 'Rimmel', meglio, molto meglio 'L'angelo di Lyon' scritto dal fratello Luigi Grechi, una ballata cantautorale di rara bellezza. Spiega De Gregori: "È la seconda volta che canto una canzone di mio fratello dopo 'Il bandito e il campionè. Questa è una canzone diversa che mi ha affascinato per il suo testo impenetrabile. La definirei una canzone sull'impenetrabilità, la trascendenza dei misteri d'amore: riascoltandola ho notato che forse è l'unica canzone veramente d'amore di tutto il disco".
Nel complesso, aggiunge, "un disco dove ci sono dentro pezzi di vita ma anche delle visioni e delle 'pre-visionì. Lo potrei definire un'autobiografia fantastica. Questo forse comprende anche l'amore e la politica, ma il gioco non è sempre dichiarato".
Ecco allora dipanarsi 'Finestre rotte' in chiave swing, 'Celebrazione' ("Ci sono posti dove sono stato, dove il Piave mormorava, la sinistra era paralizzata e la destra lavorava").
E poi 'Volavola' che riecheggia un motivo popolare, l'ironica 'Carne umana' e 'Imperfetto', filastrocca tutta coniugata in quel tempo verbale.
Malinconici i versi di 'Infinito', la canzone che chiude l'album. 'Ho viaggiato fino in fondo nella notte, senza guardarci dentro, senza sapere dove stavo andando. E alle mie spalle il giorno si stava consumando, e ho provato un pò di tristezza. Ma nemmeno tanto'.
domenica 25 maggio 2008
GIOVANNI AMENDOLA- LA CONQUISTA DELLA LIBERTA'
Sono trascorsi cento anni dalla fondazione della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.
Anni durante i quali, soprattutto in alcune fasi storiche, i giornalisti hanno difeso la loro liberta' e quella di tutto il Paese.
Nel corso del Ventennio Fascista Giovanni Amendola, fondatore de 'Il Mondo', si e' impegnato tenacemente contro la brutalita' del regime. Ha offerto una testimonianza limpida di autonomia di giudizio e di critica.
Parlamentare e giornalista, morto nell'aprile del 1926, a causa delle percosse subite qualche mese prima ad opera dei fascisti, non si lascio' mai intimidire rappresentando una delle voci piu' autorevoli dell'opposizione. E' sulla sua figura di intellettuale libero dai condizionamenti che la casa editrice Memori dedica il volume ''La conquista della liberta'. Il giornalismo italiano da Amendola alla Liberazione''. La prima copia del testo e' stata presentata e consegnata al Quirinale, al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione dell'avvio delle celebrazioni del Centenario della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.
Il libro, curato da Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della stampa italiana, ricostruisce il percorso politico e giornalistico di Giovanni Amendola. Un percorso umano che, di fatto, coincide con un periodo difficile e doloroso della storia italiana. Il Fascismo, infatti, tento' di manipolare l'informazione soffocando la sua liberta'. Nel clima avvelenato dei primi anni Venti, Giovanni Amendola si impegno' nella sua battaglia ''contro la brutalita' della dittatura fascista''. Il modello incarnato da Amendola, scrive nella prefazione Arrigo Levi, ''ha sempre rappresentato, per i giornalisti italiani, un fondamentale punto di riferimento e, in un certo senso, anche una sfida. La sua storia di politico e' infatti strettamente legata, fino alla fine, alla sua figura di giornalista''.
Esempio anche per tutti i giornalisti di oggi, a Giovanni Amendola e' stato intitolato l'istituto di previdenza della categoria. Le riflessioni sulla sua personalita' sviscerano tutti gli aspetti del suo lavoro e delle sue innumerevoli denunce. Dall'esperienza del passato, poi, si passa anche all'esame delle prospettive del presente e del futuro. Nel testo vengono presentate le riflessioni svolte nel maggio del 2005 sugli stretti legami tra liberalismo e democrazia. Una giornata di studi in cui e' stata ribadita, ancora una volta, l'importanza del ruolo della stampa libera nella societa' italiana.
Anni durante i quali, soprattutto in alcune fasi storiche, i giornalisti hanno difeso la loro liberta' e quella di tutto il Paese.
Nel corso del Ventennio Fascista Giovanni Amendola, fondatore de 'Il Mondo', si e' impegnato tenacemente contro la brutalita' del regime. Ha offerto una testimonianza limpida di autonomia di giudizio e di critica.
Parlamentare e giornalista, morto nell'aprile del 1926, a causa delle percosse subite qualche mese prima ad opera dei fascisti, non si lascio' mai intimidire rappresentando una delle voci piu' autorevoli dell'opposizione. E' sulla sua figura di intellettuale libero dai condizionamenti che la casa editrice Memori dedica il volume ''La conquista della liberta'. Il giornalismo italiano da Amendola alla Liberazione''. La prima copia del testo e' stata presentata e consegnata al Quirinale, al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione dell'avvio delle celebrazioni del Centenario della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.
Il libro, curato da Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della stampa italiana, ricostruisce il percorso politico e giornalistico di Giovanni Amendola. Un percorso umano che, di fatto, coincide con un periodo difficile e doloroso della storia italiana. Il Fascismo, infatti, tento' di manipolare l'informazione soffocando la sua liberta'. Nel clima avvelenato dei primi anni Venti, Giovanni Amendola si impegno' nella sua battaglia ''contro la brutalita' della dittatura fascista''. Il modello incarnato da Amendola, scrive nella prefazione Arrigo Levi, ''ha sempre rappresentato, per i giornalisti italiani, un fondamentale punto di riferimento e, in un certo senso, anche una sfida. La sua storia di politico e' infatti strettamente legata, fino alla fine, alla sua figura di giornalista''.
Esempio anche per tutti i giornalisti di oggi, a Giovanni Amendola e' stato intitolato l'istituto di previdenza della categoria. Le riflessioni sulla sua personalita' sviscerano tutti gli aspetti del suo lavoro e delle sue innumerevoli denunce. Dall'esperienza del passato, poi, si passa anche all'esame delle prospettive del presente e del futuro. Nel testo vengono presentate le riflessioni svolte nel maggio del 2005 sugli stretti legami tra liberalismo e democrazia. Una giornata di studi in cui e' stata ribadita, ancora una volta, l'importanza del ruolo della stampa libera nella societa' italiana.
SEMINARI INTERNAZIONALI DI MUSICA JAZZ
Sono aperte le iscrizioni ai Seminari Internazionali di Musica Jazz, organizzati dalla Fondazione Siena Jazz e giunti alla 38° edizione, che si svolgeranno dal 24 luglio al 7 agosto. Ancora una volta, la citta' di Siena diventa la capitale dell'insegnamento musicale: oltre trenta fra i migliori docenti-musicisti italiani, quarantadue laboratori musicali, numero chiuso a duecento allievi, un archivio sonoro e una biblioteca al servizio degli iscritti, programmi e materie innovative. Ogni giornata di studio terminera' con delle jam session in cui si potranno confrontare docenti ed allievi.Sono previsti tre livelli a cui gli allievi potranno iscriversi: perfezionamento, specializzazione e alta qualificazione professionale.
Gli insegnanti saranno del calibro di Enrico Rava, Giancarlo Schiaffini, Claudio Fasoli, Franco D'Andrea, Stefano Battaglia, Mario Raja, Bruno Tommaso, Furio di Castri, Ettore Fioravanti, Gianluigi Trovesi, Riccardo del Fra e tanti altri. Saranno oggetto d'insegnamento i singoli strumenti, la musica d'insieme, l'orchestra laboratorio, la big band, arrangiamento e composizione, analisi, armonia, educazione dell'orecchio, storia del jazz.
Gli insegnanti saranno del calibro di Enrico Rava, Giancarlo Schiaffini, Claudio Fasoli, Franco D'Andrea, Stefano Battaglia, Mario Raja, Bruno Tommaso, Furio di Castri, Ettore Fioravanti, Gianluigi Trovesi, Riccardo del Fra e tanti altri. Saranno oggetto d'insegnamento i singoli strumenti, la musica d'insieme, l'orchestra laboratorio, la big band, arrangiamento e composizione, analisi, armonia, educazione dell'orecchio, storia del jazz.
POESIE di EZRA POUND
E' uscito in questi giorni in libreria ''Poesie'' di Ezra Pound pubblicato dalla Newton Compton e curato e tradotto da G. Singh che ha conosciuto personalmente Pound, con il quale ha tradotto l'opera del poeta indiano Kabir. Poeta, critico e studioso, Sing si e' occupato principalmente di Leopardi, Thomas Hardy, Ezra Pound, T.S. Eliot, Eugenio Montale e F.R. Leavis.
Il libro rappresenta una opera innovativa, di versi che hanno rivoluzionato strutture e forme della poesia creando un linguaggio che e' diventato un modello per tutti gli sperimentalismi del Novecento. L'opera lirica di Ezra Pound rappresenta il tentativo forse piu' esplicito e riuscito del Novecento di demolire le barriere tra il linguaggio della poesia e quello della prosa. La maturita' tecnica e stilistica del poeta e la padronanza di un idioma nuovo e originale, in contrasto con quello poetico dell'epoca vittoriana, edwardiana e giorgiana, sono gia' raggiunte in Omaggio a Sesto Properzio e in Hugh Selwyn Mauberley, i capolavori lirico-satirici che chiudono la prima fase della poesia poundiana.Ezra Pound nacque a Halley negli Stati Uniti, nel 1885. Mori' in Italia nel 1972.
Trascorse gran parte della sua vita in Europa. Nel 1943 viene accusato di tradimento dai suoi compatrioti e in seguito rinchiuso per tredici anni in un manicomio criminale presso Washington. Poeta, critico, traduttore, polemista, ha influenzato profondamente la poesia e la letteratura del Novecento.
Il libro rappresenta una opera innovativa, di versi che hanno rivoluzionato strutture e forme della poesia creando un linguaggio che e' diventato un modello per tutti gli sperimentalismi del Novecento. L'opera lirica di Ezra Pound rappresenta il tentativo forse piu' esplicito e riuscito del Novecento di demolire le barriere tra il linguaggio della poesia e quello della prosa. La maturita' tecnica e stilistica del poeta e la padronanza di un idioma nuovo e originale, in contrasto con quello poetico dell'epoca vittoriana, edwardiana e giorgiana, sono gia' raggiunte in Omaggio a Sesto Properzio e in Hugh Selwyn Mauberley, i capolavori lirico-satirici che chiudono la prima fase della poesia poundiana.Ezra Pound nacque a Halley negli Stati Uniti, nel 1885. Mori' in Italia nel 1972.
Trascorse gran parte della sua vita in Europa. Nel 1943 viene accusato di tradimento dai suoi compatrioti e in seguito rinchiuso per tredici anni in un manicomio criminale presso Washington. Poeta, critico, traduttore, polemista, ha influenzato profondamente la poesia e la letteratura del Novecento.
LAURENCE FERLINGHETTI

Il 24 marzo del 1919 nasce a Yonkers; il padre, italiano, muore prima che egli nasca, mentre la madre, ebrea-francese, non riesce ad accudirlo.
Viene affidato agli zii materni che lo portano in Europa e poi di nuovo a New York.
A causa di problemi economici viene messo in un orfanotrofio e poi ripreso con sé dalla zia che lo tiene e lo fa educare in una ricca casa presso cui lavora.
Legge Hemingway e Wolfe finché si arruola in Marina, sbarcando in Normandia e permanendo anche a Nagasaki, per poi tornare ad iscriversi, come reduce, alla Columbia University.
Nel '50 si laurea alla Sorbona. Comincia a scrivere , a dipingere e svolge il ruolo di insegnante.
Frequenta Rexroth e i poeti del San Franciscos Poetry Center e nel 1953 con Peter Martin fonda una libreria specializzata in edizioni tascabili, la City Lights Bookstore.
Subito gli viene l'idea di pubblicare della poesia e, abbandonato dal socio, dà inizio alla serie dei Pocket Poets. Si trovò così proprietario di una casa editrice, conosciuto da tutti gli artisti della San Francisco Renaissance e autore egli stesso di prosa, di teatro e di poesia.
Le Opere
Nel 58 scrive: "La poesia che si è fatta udire di recente è ciò che potrebbe essere chiamata poesia di strada. Perché consiste nel far uscire il poeta dal suo interiore santuario estetico dove troppo a lungo è rimasto a contemplare il suo complicato ombelico. Consiste nel riportare la poesia nella strada dove era una volta, fuori dalle classi, fuori dalle facoltà e in realtà fuori dalla pagina stampata. La parola stampata ha reso la poesia silenziosa". Nel 1956 pubblica A Coney Island of the Mind (Coney Island della mente), una raccolta di 48 poesie; la sua opera è diretta e mostra un reduce che perplesso osserva i reduci della "semidemocrazia" americana. Due anni più tardi mette in commercio l'antologia Paroles (Parole) dove raccoglie le sue traduzioni di Prévert, meritandosi così il soprannome del "Prévert d'America".
Infine nel 1960 esce Her (Lei), che gli attirò addosso l'accezione di scrittore surrealista; la narrazione infatti si lancia alla rincorsa di una figura adolescenziale: Lei. Per Lei, madre o se stesso, l'autore si getta in un continuo arricchimento di sé al di là del reale; il tutto non è un monologo, quanto "un nastro che registra ininterrottamente il fluttuare di diversi strati della coscienza". Ormai famoso compra un terreno a Big Sur e una tenuta residenziale a San Francisco non mutando tuttavia le proprie amicizie politiche e letterarie. Il suo pensiero si può così riassumere: "La scienza ha vinto la natura ma la natura non può essere vinta.- Quindi la scienza deve essere abolita e le macchine devono sparire".
L'autore di Coney Island of the Mind, l'editore di Allen Ginsberg e ,soprattutto uno dei più importanti e significativi poeti ed intellettuali statunitensi ha visitato Roma pochi giorni fa.
Ferlinghetti ha dedicato all'Italia due raccolte di poesia: Scene italiane e Not like Dante, titolo della manifestazione e di un suo celebre componimento:
"Non come Dante
che scopre una commedia
lungo le falde dell'eden
dipingerei un diverso
Paradiso
in cui la gente sarebbe nuda
com'è sempre
in scene così
perché vuol essere
un dipinto delle anime
ma senza angeli apprensivi a dir loro
di come l'eden sia
l'immagine perfetta
d'una monarchia".
domenica 6 aprile 2008
DENA DE ROSE TRIO
Ha studiato pianoforte sin da bambina e si è innamorata del jazz suonando la musica di Count Basie.
All’età di 17 anni ha incontrato Doug Beardsley, uno dei pochi insegnanti di jazz di Binghamton ed ha iniziato a studiare professionalmente, per molto tempo ha macinato chilometri per ascoltare i suoi idoli Hank Jones, Mulgrew Miller e Kenny Barron. Con il passare del tempo i risultati si sono visti, questo ultimo disco ha ricevuto tre nomination ai Grammy Awards, ed ogni brano mostra una classe e delicatezza di esecuzione da brivido.
Dal leggendario Iridium di New york, al Blue Note, al Jazz Alley a Seattle, il Dena De Rose Trio (Martin Wind al basso e Matt Wilson alla batteria) ha accumulato moltissima esperienza e successi, sviluppando un affiatamento fantastico, un sound dinamico e pieno di swing, un vero piacere ascoltare il loro modo innovativo di suonare il Jazz.
Come artista principale Dena De Rose ha 5 cd al suo attivo e tutti hanno ricevuto numerosi riconoscimenti. Tutti i brani sono degni di nota, tra gli altri: Meditation è una tradizionale bossa nova suonata in un tempo di verso che l’artista chiama Swing-a-nova. All My Love: scritta da Al Jolson nel 1947 ricorda una vecchia canzone folk dell’est europeo. The Lonely Ones: è una scoperta in un vecchio song book, con una atmosfera da film noire. A walk in the park: scritta dal grande James Williams, meravigliosa e sensuale, Home da sola vale l’acquisto del CD.
All’età di 17 anni ha incontrato Doug Beardsley, uno dei pochi insegnanti di jazz di Binghamton ed ha iniziato a studiare professionalmente, per molto tempo ha macinato chilometri per ascoltare i suoi idoli Hank Jones, Mulgrew Miller e Kenny Barron. Con il passare del tempo i risultati si sono visti, questo ultimo disco ha ricevuto tre nomination ai Grammy Awards, ed ogni brano mostra una classe e delicatezza di esecuzione da brivido.
Dal leggendario Iridium di New york, al Blue Note, al Jazz Alley a Seattle, il Dena De Rose Trio (Martin Wind al basso e Matt Wilson alla batteria) ha accumulato moltissima esperienza e successi, sviluppando un affiatamento fantastico, un sound dinamico e pieno di swing, un vero piacere ascoltare il loro modo innovativo di suonare il Jazz.
Come artista principale Dena De Rose ha 5 cd al suo attivo e tutti hanno ricevuto numerosi riconoscimenti. Tutti i brani sono degni di nota, tra gli altri: Meditation è una tradizionale bossa nova suonata in un tempo di verso che l’artista chiama Swing-a-nova. All My Love: scritta da Al Jolson nel 1947 ricorda una vecchia canzone folk dell’est europeo. The Lonely Ones: è una scoperta in un vecchio song book, con una atmosfera da film noire. A walk in the park: scritta dal grande James Williams, meravigliosa e sensuale, Home da sola vale l’acquisto del CD.
SOME OTHER TIME
DIANE SCHUUR - Some Other Time
CCD-30614 (Concord Music Group, Domestic) / HUCD3138 (Heads Up International, Int’l).
Una delle voci più belle e versatili del panorama mondiale. Questo primo disco per l'etichetta Heads Up è dedicato ai genitori, ed in particolar modo al quarantesimo anniversario dalla scomparsa della madre avvenuta il 31 gennaio 1967, quando la cantante aveva 13 anni, è dedicata "Some Other Time". Cieca sin dalla nascita, ha dimostrato da subito un enorme talento. L'ambiente con il padre pianista e la casa piena di dischi di Duke Ellington e Dinah Washington ha certo contribuito alla sua formazione. Ha iniziato a suonare da autodidatta per poi frequentare la Washington State School.
La sua folgorante carriera è stata coronata da due Grammy Award e da quattro nomination, fantastico il suo disco "Friend for Schuur" del 2000, nel quale sono coinvolti Dave Grusin, Ray Charles, Stevie Wonder ed Herbie Hancock. Questo ultimo disco "Some Other Time", è una raccolta di meravigliosi brani, come "Nice Work if you can get it", Blue Skies" di Irving Berlin, "My favourite Things" di Oscar Hammerstein III - Richard Rogers, semplicemente meravigliosa la sua versione di Danny Boy. Grandiosi gli arrangiamenti del pianista Randy Porter.
Una bellissima chicca è l'inserimento di una vecchissima registrazione di Diane Schuur realizzata con un registratore a cassette quando aveva 10 anni e trasferita in digitale dall’ingegnere Bill Smith; un reperto che fa apprezzare quanto il talento era precoce in questa bambina.
CCD-30614 (Concord Music Group, Domestic) / HUCD3138 (Heads Up International, Int’l).
Una delle voci più belle e versatili del panorama mondiale. Questo primo disco per l'etichetta Heads Up è dedicato ai genitori, ed in particolar modo al quarantesimo anniversario dalla scomparsa della madre avvenuta il 31 gennaio 1967, quando la cantante aveva 13 anni, è dedicata "Some Other Time". Cieca sin dalla nascita, ha dimostrato da subito un enorme talento. L'ambiente con il padre pianista e la casa piena di dischi di Duke Ellington e Dinah Washington ha certo contribuito alla sua formazione. Ha iniziato a suonare da autodidatta per poi frequentare la Washington State School.
La sua folgorante carriera è stata coronata da due Grammy Award e da quattro nomination, fantastico il suo disco "Friend for Schuur" del 2000, nel quale sono coinvolti Dave Grusin, Ray Charles, Stevie Wonder ed Herbie Hancock. Questo ultimo disco "Some Other Time", è una raccolta di meravigliosi brani, come "Nice Work if you can get it", Blue Skies" di Irving Berlin, "My favourite Things" di Oscar Hammerstein III - Richard Rogers, semplicemente meravigliosa la sua versione di Danny Boy. Grandiosi gli arrangiamenti del pianista Randy Porter.
Una bellissima chicca è l'inserimento di una vecchissima registrazione di Diane Schuur realizzata con un registratore a cassette quando aveva 10 anni e trasferita in digitale dall’ingegnere Bill Smith; un reperto che fa apprezzare quanto il talento era precoce in questa bambina.
Mi ART
Ha preso il via, con una inaugurazione ad inviti, la tredicesima edizione del MiArt, la Fiera Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Milano, un appuntamento che non mancherà di sorprendere per le novità e i progetti.
Punto di riferimento per collezionisti, galleristi, artisti e curatori, la fiera si svolge all'interno di fieramilanocity, nei padiglioni cittadini del Portello fino al 7 aprile.
MiArt si riconferma come l'unica mostra-mercato italiana capace di offrire un panorama artistico completo attraverso tre distinti settori che spaziano dal moderno alle più innovative proposte artistiche del contemporaneo. Le tre sezioni della fiera Moderno, Contemporaneo e Anteprima, nel loro insieme, rappresentano l'arte italiana ed internazionale dalle avanguardie storiche alla sperimentazione più recente, per coinvolgere un collezionismo con interessi ed esperienze differenti.
Molti saranno i convegni e le tavole rotonde che animeranno i giorni della manifestazione, un momento di incontro e confronto con i più importanti critici e curatori italiani ed internazionali. MiArt 2008: un'edizione ricca di proposte stimolanti, un punto di riferimento e di incontro per il mondo dell'arte e che vedrà anche quest'anno la presenza di nomi accreditati a livello internazionale tra galleristi, critici, collezionisti italiani e stranieri, nonché direttori di prestigiosi musei.
I tre settori di MiArt, elemento distintivo della manifestazione, rappresentano l'arte italiana ed internazionale dalle avanguardie storiche alla sperimentazione più recente, attirando collezionisti con interessi ed esperienze differenti. Il Settore Moderno propone eccellenze della produzione italiana e internazionale dal Futurismo alla Metafisica, dal Cubismo all'Informale. Il Settore Contemporaneo presenta opere di artisti ormai storicizzati a partire dagli anni Settanta, mentre la sezione Anteprima è dedicata alle gallerie connotate dal carattere sperimentale delle proposte. Al suo interno, oltre a gallerie di recente costituzione che promuovono artisti under 35, nell'edizione 2008 trovano posto anche i progetti curatoriali di Omar-Pascual Castillo e di Milovan Farronato.
Ma MiArt 08 è anche un laboratorio di idee e di progetti che si muovono al suo interno e nella città che la ospita. Un laboratorio che agisce in collaborazione con quanti, a Milano, promuovono l'arte contemporanea, dagli Enti istituzionali - Comune, Provincia, Regione - alle diverse realtà pubbliche e private, Università IULM, NABA, Fondazione Stelline, Fondazione Pomodoro, fino alle differenti associazioni di collezionisti che consentono alla città di essere il fulcro del mercato nazionale, terza per volume di scambi solo a New York e Londra, come ACACIA, Artegiovane Milano, Contemporanea.
Punto di riferimento per collezionisti, galleristi, artisti e curatori, la fiera si svolge all'interno di fieramilanocity, nei padiglioni cittadini del Portello fino al 7 aprile.
MiArt si riconferma come l'unica mostra-mercato italiana capace di offrire un panorama artistico completo attraverso tre distinti settori che spaziano dal moderno alle più innovative proposte artistiche del contemporaneo. Le tre sezioni della fiera Moderno, Contemporaneo e Anteprima, nel loro insieme, rappresentano l'arte italiana ed internazionale dalle avanguardie storiche alla sperimentazione più recente, per coinvolgere un collezionismo con interessi ed esperienze differenti.
Molti saranno i convegni e le tavole rotonde che animeranno i giorni della manifestazione, un momento di incontro e confronto con i più importanti critici e curatori italiani ed internazionali. MiArt 2008: un'edizione ricca di proposte stimolanti, un punto di riferimento e di incontro per il mondo dell'arte e che vedrà anche quest'anno la presenza di nomi accreditati a livello internazionale tra galleristi, critici, collezionisti italiani e stranieri, nonché direttori di prestigiosi musei.
I tre settori di MiArt, elemento distintivo della manifestazione, rappresentano l'arte italiana ed internazionale dalle avanguardie storiche alla sperimentazione più recente, attirando collezionisti con interessi ed esperienze differenti. Il Settore Moderno propone eccellenze della produzione italiana e internazionale dal Futurismo alla Metafisica, dal Cubismo all'Informale. Il Settore Contemporaneo presenta opere di artisti ormai storicizzati a partire dagli anni Settanta, mentre la sezione Anteprima è dedicata alle gallerie connotate dal carattere sperimentale delle proposte. Al suo interno, oltre a gallerie di recente costituzione che promuovono artisti under 35, nell'edizione 2008 trovano posto anche i progetti curatoriali di Omar-Pascual Castillo e di Milovan Farronato.
Ma MiArt 08 è anche un laboratorio di idee e di progetti che si muovono al suo interno e nella città che la ospita. Un laboratorio che agisce in collaborazione con quanti, a Milano, promuovono l'arte contemporanea, dagli Enti istituzionali - Comune, Provincia, Regione - alle diverse realtà pubbliche e private, Università IULM, NABA, Fondazione Stelline, Fondazione Pomodoro, fino alle differenti associazioni di collezionisti che consentono alla città di essere il fulcro del mercato nazionale, terza per volume di scambi solo a New York e Londra, come ACACIA, Artegiovane Milano, Contemporanea.
sabato 5 aprile 2008
PROSSIMO CONCERTO DEI PINK FLOYD
LONDRA, 4 APR - I Pink Floyd torneranno a esibirsi in pubblico per un concerto di beneficenza. Nick Mason lo ha dato per 'abbastanza sicuro.
'Non siamo uno alla gola dell'altro. Sono abbastanza sicuro che suoneremo di nuovo assieme', ha detto il batterista al tabloid 'Sun'. Mason si riferiva al fatto che Dave Gilmour e Roger Waters si sono riconciliati dopo la clamorosa rottura avvenuta a meta' degli Anni Ottanta.
I Pink Floyd sono suonato l'ultima volta insieme nel 2005 per Live8 a Londra.
'Non siamo uno alla gola dell'altro. Sono abbastanza sicuro che suoneremo di nuovo assieme', ha detto il batterista al tabloid 'Sun'. Mason si riferiva al fatto che Dave Gilmour e Roger Waters si sono riconciliati dopo la clamorosa rottura avvenuta a meta' degli Anni Ottanta.
I Pink Floyd sono suonato l'ultima volta insieme nel 2005 per Live8 a Londra.
ADDIO ALLE MAJORS DEI RADIOHEAD
Addio definitivo alle major.
I Radiohead lo hanno confermato lo scorso dicembre, quando l'ultimo album In Rainbows è uscito finalmente anche nei negozi in formato cd, su etichetta indipendente XL. Da parte sua, la Emi Parlophone si "vendica" pubblicando il 30 maggio la raccolta Best Of che riassume i 12 anni di carriera della band di Oxford prima del grande salto sul Web. Best Of conterrà 16 brani (più altri 13 per chi sceglie il doppio cd) che da You a 2+2=5 raccoglie molti dei brani piùà amati dei Radiohead.
Mix e video firmati dai fan - Thom Yorke e soci continuano a usare Internet come mezzo di comunicazione diretto con i fan che coinvolgono nel lavoro del gruppo. Le ultime due iniziative lanciate online sono un remix del nuovo singolo Nude, messo in vendita su iTunes e disponibile traccia-per-traccia per i remix realizzati dal pubblico. E il concorso, lanciato in collaborazione con Aniboom anche attraverso la pagina MySpace dei Radiohead, per la creazione di un video animato. Chiunque può mettere alla prova la propria creatività realizzando un cortometraggio ispirato ad uno qualsiasi dei brani di In Rainbows. Il premio in palio per la realizzazione più creativa e originale, è di 20.000 dollari. Intanto prosegue il tour mondiale dei Radiohead, attesi in Italia il 17 e 18 giugno all'Arena Civica di Milano.
I Radiohead lo hanno confermato lo scorso dicembre, quando l'ultimo album In Rainbows è uscito finalmente anche nei negozi in formato cd, su etichetta indipendente XL. Da parte sua, la Emi Parlophone si "vendica" pubblicando il 30 maggio la raccolta Best Of che riassume i 12 anni di carriera della band di Oxford prima del grande salto sul Web. Best Of conterrà 16 brani (più altri 13 per chi sceglie il doppio cd) che da You a 2+2=5 raccoglie molti dei brani piùà amati dei Radiohead.
Mix e video firmati dai fan - Thom Yorke e soci continuano a usare Internet come mezzo di comunicazione diretto con i fan che coinvolgono nel lavoro del gruppo. Le ultime due iniziative lanciate online sono un remix del nuovo singolo Nude, messo in vendita su iTunes e disponibile traccia-per-traccia per i remix realizzati dal pubblico. E il concorso, lanciato in collaborazione con Aniboom anche attraverso la pagina MySpace dei Radiohead, per la creazione di un video animato. Chiunque può mettere alla prova la propria creatività realizzando un cortometraggio ispirato ad uno qualsiasi dei brani di In Rainbows. Il premio in palio per la realizzazione più creativa e originale, è di 20.000 dollari. Intanto prosegue il tour mondiale dei Radiohead, attesi in Italia il 17 e 18 giugno all'Arena Civica di Milano.
I ROLLING STONES LANCIANO NUOVO CANALE MUSICALE
I Rolling Stones e YouTube hanno stretto una collaborazione per lanciare un nuovo canale di dialogo con i fan su Internet. Stando a una nota della band
e dell'etichetta discografica Universal, i fan degli Stones potranno chiedere ai loro idoli informazioni riguardo 'Shine a Light', il nuovo documentario a loro dedicato, diretto dal regista Martin Scorsese.
"Visitando www.youtube.com/livinglegends, i visitatori potranno filmare
se' stessi mentre fanno domande a Mick Jagger o Keith Richards e caricare i video sul web", si legge nel comunicato, secondo il quale "alle migliori domande (i due musicisti, ndr.) risponderanno di persona con un video disponibile solo sul nuovo canale di YouTube".
Sulla home page del sito di condivisione video, un breve filmato di Jagger e Richards promuove il nuovo canale che in futuro sara' aperto ad altre
celebrita' del mondo della musica.
e dell'etichetta discografica Universal, i fan degli Stones potranno chiedere ai loro idoli informazioni riguardo 'Shine a Light', il nuovo documentario a loro dedicato, diretto dal regista Martin Scorsese.
"Visitando www.youtube.com/livinglegends, i visitatori potranno filmare
se' stessi mentre fanno domande a Mick Jagger o Keith Richards e caricare i video sul web", si legge nel comunicato, secondo il quale "alle migliori domande (i due musicisti, ndr.) risponderanno di persona con un video disponibile solo sul nuovo canale di YouTube".
Sulla home page del sito di condivisione video, un breve filmato di Jagger e Richards promuove il nuovo canale che in futuro sara' aperto ad altre
celebrita' del mondo della musica.
mercoledì 2 aprile 2008
LUANA DI MOLFETTA

Nel panorama politico pre-elettorale,pullulante di promesse (ahimè spessissimo disattese),nel can can mediatico che in una città come Roma vede i candidati darsi battaglia senza esclusione di colpi 'all'ultimo volantino-manifesto-spot',ci ha particolarmente colpiti,invece,una candidata 'in controtendenza': Luana DI MOLFETTA.
Senza molto clamore abbiamo avuto modo di incrociarla più volte in centro città,ove è candidata per il I municipio,a confrontarsi con i passanti ed i loro problemi (nostri compresi).
Nonostante la sua giovane età (ha 32 anni),vanta anni di politica attiva sfociata nell'ultimo biennio a vederl ain qualità di coordinatrice del I municipio.
Ha idee chiarissime ,e dalla sua vanta una conoscenza profonda del controverso territorio del centro storico: il I municipio è il più vasto per territorialità di tutta Europa..A tale proposito eccovi qualche dato:
sono 130.000 i residenti nello stesso,escluso, ovviamente ,il flusso turistico (massiccio in ogni stagione dell'anno) che lo attraversa.
Le esigenze son diverse ,spesso non facili da conciliare: si va dal diritto alla quiete,rivendicato dai residenti,a quello della fruizione lavorativa,culturale,artistico-ricreativa che spetta anche ai non residenti;quest'ultima istanza produce una concentrazione dell'offerta da parte degli operatori turistici e del tempo libero(strutture ricettive,ristorazione,locali notturni,teatro,cinema ecc)e degli operatori commerciali.
A questi vanno aggiunti i senza fissa dimora,che gravitano nel municipio in misura dell'80% e forme di povertà ,le più disparate,incarnate da chi ha attraversato esperienze di vita durissima,inseguendo un modello di benessere che ,spesso,si rivela essere puro miraggio.
Dulcis in fundo c'è la convivenza tra abitanti provenienti da aree geografiche,le più disparate, appartenenti a diverse etnie .
La sfida che si è proposta Luana Di Molfetta è quella di dare una risposta reale a diversi bisogni,affermando una città centrata sulla cultura della pace,del bene comune,del rispetto dell'ambiente,della qualità di vita e della legalità della stessa.
Il suo progetto presuppone un decentramento compiuto,che consenta al Municipio una maggiore capacità d'intervento,passando attraverso dinamiche non necessariamente legate allo stesso,ma investendo dei problemi anche il Comune.
I punti cardine del suo programma sono i seguenti:
politiche dell'edilizia popolare pubblica,atte a far fronte alla drammatica esigenza abitativa
misure per il trasporto pubblico(prolungamento degli orari,aumento delle corsie preferenziali)
contrasto all'incremento del traffico(contenimento degli attrattori del traffico quali ad es centri commerciali,che devono contemplare adeguate strutture di supporto quali reti viarie,trasporto pubblico,parcheggi interni)
Misure per l'ambiente (dagli impianti di irrigazione con sistemi di recupero delle acque piovane alla raccolta differenziata porta a porta )
L'istituzione di un delegato della memoria,per dar vita,in collaborazione con le scuole,con ricerche legate in particolare al dopoguerra ed alla Liberazione,a percorsi della memoria,con visite guidate a luoghi -simbolo,mettendo altresì in luce gli aspetti storico.tradizionali dei quartieri e degli antichi mestieri.
Azioni che anticipino l'applicazione della delibera programmatica sulle politiche abitative,sull'emergenza abitativa a Roma:nella logica del passaggio da casa a casa,in attesa del patrimonio ERP,disponibile solo nel 2010,si possono individuare luoghi di accoglienza atti a far fronte a stati di necessità,ultilizzando il patrimonio demaniale dismesso o immobili sequestrati alla criminalità organizzata,facendo ricorso,ove necessario,a contratti di autorecupero
Destinazione di uno stabile a 'casa dello sfrattato',quale risposta immediata all'emergenza casa
Istituzione di un'agenzia per gli affitti,che abbia,in primo luogo,il compito di censire il patrimonio pubblico e para pubblico sul territorio; la stessa dovrebbe favorire la disponibilità di affitti in chiaro da privati,offrendo loro forme di tutela basate su fondi di garanzia pubblici
Per i senza fissa dimora,alloggio notturno ed altre forme di sostegno,favorenti la tutela ed il rispetto della dignità personale.
Tutela dei minori,aventi diritto ad essere allevati nella propria famiglia, misure di sostengo,in situazioni precarie,al nucleo familiare,evitando il ricorso a soluzioni alternative quali affidamento o casa-famiglia.
Sostegno alle famiglie con presenza di disabili ,anziani soli,garantendo loro una vita sociale ed il diritto di restare nel loro ambiente.
Rafforzamento dell'intevento di sostegno ai bambini di origine straniera in tuttel le scuole,con attività di alfabetizzazione scolastica per alunni e genitori.
In sinergia con le ASL,azioni comuni sul piano socio-sanitario,incrementando e potenziando i consultori,interagendo con il mondo del volontariato,cooperativo e sindacale,tutelando in tal modo le fasce sociali più deboli
Lotta all'abusivismo commerciale ed edilizio
Istituzione di uno sportello-casa,supporto soprattutto ad anziani in difficoltà,spesso sprovvisti di copertura previdenziale sufficiente a far fronte ad uno sfratto.
Lavoro ed occupazione,elaborando un piano di salvaguardia delle attività artigianali,nelle diverse tipologie ancora presenti sul territorio:
un'Accademia dei mestieri,valorizzazione delle botteghe a scuola,realizzazione di spazi dedicati temporaneamente a maestri e venditori del proprio ingegno,artisti di strada ed artigiani
Il metodo che deve ispirare l'azione del Municipio è quello dell'ascolto dei cittadini,del recepimento del loro contributo attraverso forme che ne garantiscano la partecipazione al governo del territorio.
Questo,in sintesi,è quanto Luana Di Molfetta di ripromette,con molta determinazione ,di attuare,per consegnare una città più giusta e sicura a chi abita il territorio:
la ringraziamo per la pazienza con la quale si è intrattenuta con noi,augurandole,meritatamente,di realizzare gli obiettivi che si è prefissata.
Iscriviti a:
Post (Atom)